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giovedì 11 settembre 2008

Cologno contro "Bergamosex" - "Insulta le donne". Fumagalli: "Adulti consenzienti"

Cologno al Serio - Duecento firme per cercare di fermare il «Bergamosex». Con questa iniziativa una parte dei cittadini di Cologno al Serio ha provato a far sentire la sua voce, cercando di evitare la replica della fortunatissima iniziativa firmata da Corrado Fumagalli, l’ideatore e il conduttore della trasmissione «Sexy Bar», che inizierà questa sera al palatenda.
I duecento parrocchiani, infuriati con il Comune che ha concesso anche per quest’anno l’autorizzazione per l’uso del palatenda agli organizzatori, hanno anche scritto una lettera al sindaco Roberto Legramanti, con la quale hanno illustrato il motivo del loro "no" alla manifestazione. Secondo loro il Bergamosex offende la dignità della donna. E nella lettera inviata al sindaco Legramanti viene anche citata l'enciclica di Papa Giovanni Paolo II, «Mulieres dignitatem». «Sono trascorsi vent'anni dalla scrittura del Papa sulla dignità della donna - si legge nella lettera che è stata recapitata al sindaco circa due settimane fa - ma tutto ciò pare che non abbia avuto effetto. Bergamosex con il suo messaggio è all'opposto di quanto scritto dal Santo Padre».L’ideatore Fumagalli però non ci sta e respinge prontamente le critiche al mittente, attaccando anche chi ha cercato di fare disinformazione sul Bergamosex: «Con il pretesto della raccolta di firme avvenuta nel comune di Cologno al Serio - ha spiegato il conduttore bergamasco -, molti notiziari nazionali hanno insinuato che si sarebbe potuto mettere in dubbio la realizzazione dell'evento. Come ha invece tenuto a ribadire pubblicamente il sindaco di Cologno, la raccolta di circa 200 nominativi, in un paese di oltre 10mila abitanti, non mette in discussione una decisione presa a suo tempo e che ha tenuto conto di tutti i pro e i contro. L'evento Bergamosex - ha continuato Fumagalli - è una festa dedicata agli adulti, maggiorenni e consenzienti che si terrà in una zona periferica e che vedrà lo svolgimento di spettacoli e strip-tease. Le critiche mi sembrano davvero assurde: come si fa a dire che non rispetto la dignità della donna quando poi sulla strada ci sono giovanissime ragazze che vengono sfruttate ogni giorno? Per loro sì che andrebbe fatta una raccolta firme. Noi alla fine non facciamo nulla di male».
Luca Bassi

venerdì 5 settembre 2008

Festa Democratica? Un flop - Servidati: "Ma ai dibattiti c'era sempre tanta gente"

Bergamo - Quella del Partito Democratico era una delle feste più attese dell’estate, ma più che consensi e pareri favorevoli, ha riscosso tante critiche. Le uniche note positive sono arrivate dagli importanti dibattiti, con i quali sono stati ospitati i politici più importanti della Bergamasca e che hanno attirato un pubblico numeroso.A fare un piccolo bilancio ci ha pensato la segretaria provinciale del partito Mirosa Servidati, che ha comunque manifestato tanto ottimismo: «Il grande seguito che la gente ha dato ai dibattiti - ha spiegato Servidati - ci fa ben sperare per il futuro.
Per la maggior parte delle discussioni infatti era impossibile trovare un posto libero per decine di metri intorno al palco. Sotto quel punto di vista possiamo così dire che è stato un grande successo, per il resto magari c’è un po’ meno di soddisfazione». La Festa Democratica infatti, alla sua prima edizione, non è stata proprio fortunata: «Sapevamo che sarebbe stata dura quest’anno. In primis perché rispetto alle altre edizioni cambiavamo il nome, e si sa, la Festa dell’Unità ha sempre attirato moltissima gente. Però non potevamo fare altrimenti: il nuovo nome era fondamentale per mantenere la linea di cambiamento che avevamo promesso ai nostri elettori». Da parte del PD comunque nessuna marcia indietro: «Crediamo sempre che la nostra scelta sia stata quella migliore - ha confermato la segretaria Servidati - e continueremo per la nostra strada. Sperando magari che il nostro pubblico segua con più attenzione anche gli altri spazi e non solo quelli strettamente politici».Per il futuro quindi resta tanto ottimismo in casa PD: «Quando si fanno certe innovazioni è chiaro che serve del tempo - ha spiegato Servidati -. Il nome nuovo ci ha sicuramente penalizzati ma, ripeto, è stata una scelta dettata soprattutto dalla coerenza, e siamo sicuri che le cose andranno meglio già a partire dalla prossima estate».
Luca Bassi

Svastiche sulla festa di Liberazione - Castelli Calepio. Anche scritte inneggianti il duce sulle strutture di Quintano

Castelli Calepio - Svastiche, croci celtiche e scritte inneggianti al duce. E’ questo lo scenario che si sono trovati di fronte ieri mattina, tra rabbia e stupore generale, gli addetti ai lavori che in questi giorni stanno allestendo le strutture della «Festa di Liberazione» di Castelli Calepio, che prenderà il via nella serata di domani in località Quintano, nello spazio antistante il locale circolo dell’Arci. L’episodio è stato prontamente segnalato alla Polizia municipale del paese e nelle prossime ore si provvederà alla rimozione delle scritte e dei segni dalle strutture.
Preoccupazione per i fatti accaduti nella notte tra il 31 agosto e ieri nelle parole del segretario proviciale di Rifondazione Comunista Ezio Locatelli: «Questo atto non può che destare allarme, anche perché è stato fatto appena le prime strutture sono state montate, e se il buongiorno si vede dal mattino non possiamo che essere preoccupati. Il fatto - ha continuato il segretario Locatelli - non è da sottovalutare, visto che si tratta di un episodio di ostilità e intolleranza verso chi la pensa in un modo diverso. Purtroppo in queste zone atti simili non sono nuovi». Due anni fa infatti, la sede del circolo di Rifondazione Comunista della Valcalepio fu imbrattata nello stesso modo, con scritte inneggianti al fascismo, croci celtiche e svastiche. E proprio il segretario del circolo finito nel mirino nel 2006, Claudio Sala, fa eco a Locatelli: «Non possiamo far altro che esprimere preoccupazione per quello che è succeso. Noi comunque non ci faremo intimorire e proseguiamo nell’organizzazione delle festa». Sui possibili autori dei fatti, nessuno si sbilancia: «E’ chiaro che la matrice politica è più che evidente - hanno commentato Sala e Locatelli -, ma non si può puntare il dito contro nessuno adesso. Speriamo però che d’ora in avanti le forze dell’ordine possano intensificare i controlli nella zona, per rendere la festa sicura e accessibile a tutti quelli che vorranno partecipare».
Luca Bassi

Nasce il centro per la mediazione - Bergamo. Tre mediatori cercheranno di rappacificare i contendenti

Bergamo - Basta liti inutili e scazzottate da Far West. La Giunta comunale, riunitasi ieri pomeriggio, ha approvato il progetto del «Centro per la mediazione dei conflitti» e del relativo protocollo d’intesa. L’iniziativa, che nasce dopo una programmazione durata anni, vedrà la partecipazione della Polizia locale e della Caritas diocesana bergamasca, che ha fatto la prima vera proposta al Comune e metterà a disposizione i locali in via Conventino, 8.Lo scopo principale, come illustrato dal vicensindaco Ebe Sorti Ravasio, «è quello di sviluppare e favorire nella cittadinanza la cultura della mediazione e della giustizia ripartiva, con un particolare riferimento alla mediazione in ambito sociale e penale. La Polizia locale - ha continuato il vicesindaco - lavora ogni giorno nel territorio per evitare eventuali conflitti tra i cittadini. Adesso questi agenti, quando la nostra iniziativa prenderà il via, avranno anche un punto di riferimento in cui i "contendenti" potranno trovare una mediazione».
A fare da spalla al vicesindaco Ravasio nell’attuazione del progetto ci ha pensato don Virgilio Balducchi che, come rappresentante della Caritas, ha spiegato le intenzioni della sua associazione: «Troppo spesso si sentono notizie riguardanti situazioni conflittuali non governate che sfociano poi in volgari risse o, purtroppo, anche in qualcosa di peggio. Con questo nostro progetto - ha continuato don Balducchi - cercheremo di far trovare una mediazione ai due litiganti. Ma anche nei casi in cui la prevenzione risultasse inutile, al centro verrà data una possibilità di confronto alle persone protagoniste e non mancherà assistenza alla vittima che troppo spesso, a mio parere, viene abbandonata».Il progetto dovrebbe partire nella seconda metà di settembre, anche se, come ha confermato il vicesindaco, non sono ancora stati individuati i componenti della Polizia locale che prenderanno parte dell’iniziativa: «Ad oggi - ha spiegato Ravasio - una decina di agenti ha già voluto fare il percorso formativo essenziale per far parte del progetto». I mediatori, infatti, saranno persone con competenza in materia sociale, giuridica, pedagogica e psicologica, che avranno prima seguito specifici corsi di formazione.Il «Centro per la mediazione dei conflitti» porterà avanti il grande lavoro che negli ultimi due anni è stato fatto dalla Caritas, che nel 2005 ha istituito un ufficio simile. L’adesione al progetto, inoltre, non comporterà alcuna spesa aggiuntiva per il Comune, in quanto si tratta di integrare gli interventi degli agenti della Polizia locale, che pubblicizzeranno ai cittadini interessati le procedure della mediazione dei conflitti. Chiunque potrà quindi rivolgersi direttamente al centro, che cercherà di trovare una soluzione a qualsiasi problema attraverso una mediazione che si svolgerà in due fasi: la prima sarà caratterizzata da un colloquio individuale, mentre la seconda sarà fatta alla presenza di tre mediatori. Il tutto sarà completamente gratuito.
Luca Bassi

Calderoli: "Il federalismo farà bene a tutti" - Il ministro per la semplificazione ha incontrato il presidente della Regione Sicilia

Bergamo - Federalismo fiscale, adesso la Lega Nord fa davvero sul serio. Nella giornata di ieri infatti, dopo settimane di discussioni più o meno accese, il ministro per la semplificazione Roberto Calderoli ha ospitato nella sua lussuosa villa in quel di Bergamo il presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo. Motivo dell’incontro il federalismo fiscale, cavallo di battaglia del Carroccio.Sembra sia arrivata la svolta decisiva, come ha confermato lo stesso ministro leghista: «Qualche mese fa abbiamo iniziato a scrivere solo qualche bozza, ma adesso possiamo dire che la proposta fatta tempo fa sta diventanto un vero e proprio disegno di legge estremamente definito. In questo ultimo periodo - ha continuato Calderoli - sto incontrando diverse parti politiche per discutere della nostra proposta. In particolare ho parlato in modo costruttivo anche con l’Udc e con l’Italia dei Valori, e nei prossimi giorni spero di poter portare il disegno di legge sulle tavole di Comuni, Province e Regioni. E propio ad alcune regioni, quelle a statuto speciale, abbiamo rivolto le nostre maggiori attenzioni: per questo oggi (ieri per chi legge, ndr) ho voluto questo incontro con il presidente della Regione Sicilia Lombardi».Per il ministro Calderoli, anche con il federalismo fiscale saranno rispettati i vari statuti speciali che oggi sono in vigore in Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta, Sardegna e, appunto, Sicilia. «Quello che hanno ottenuto decenni fa va rispettato - ha spiegato il ministro - e noi non saremo da meno. Nell’incontro con il presidente Lombardo abbiamo comunque trovato diverse lacune nel disegno di legge che, ovviamente, cercheremo di colmare. Sul tavolo del Consiglio dei Ministri infatti voglio portare qualcosa di perfetto, di vero». Il ministro ha poi messo in guardia tutti i "fannulloni": «Chi teme la proposta che stiamo per fare è perché è un pessimo amministratore: solo loro infatti possono avere paura che le cose cambino. Per il sud infatti non ci sarà nessuna penalizzazione, anzi, potranno avere la loro chanches di tornare cittadini italiani di serie A, cosa che purtroppo adesso è impossibile».
Luca Bassi

Rifondazione boicotta Bonduelle - Respinti tutti i prodotti alla Festa di Liberazione ospitata a Torre Boldone

Torre Boldone - Alla festa di Liberazione di Rifondazione Comunista, in svolgimento fino al prossimo 24 agosto a Torre Boldone, sarà più difficile trovare un barattolo targato Bonduelle che un ago in un pagliaio. Il popolo dell’estrema sinistra infatti, dopo le ultime decisioni della multinazionale di far spostare gli otto dipendenti rimasti in mobilità, hanno deciso di boicottare qualsiasi prodotto Bonduelle. E così, quando nelle cucine della tradizionale festa estiva sono arrivate le scorte di cornetti, fagioli bianchi e borlotti è scoppiata l’indignazione dei volontari, che subito hanno rispedito al mittente i prodotti, nonostante l’integrità delle confezioni tra lo stupore del fornitore: tutto indietro, qui non si consumano prodotti della multinazionale francese.Per Rifondazione, il boicottaggio alla multinazionale leader del settore ortofrutticolo è d’obbligo, dopo il blitz preferragostano dell’azienda, che con una lettera ha invitato otto lavoratori, rimasti in mobilità dopo l’incendio che lo scorso febbraio ha distrutto parte dell’azienda di San Paolo d’Argon, a trasferirsi al sito produttivo campano di Battipaglia, in provincia di Salerno: «La cosa è inaccettabile - spiega Maurizio Mazzucchetti, esponente locale di Rifondazione Comunista e rappresentante della lista civica "L’Alternativa" di San Paolo -. Come si può comunicare con così poco preavviso una notizia del genere? Per altro, molti degli interessati sono anche padri di famiglia che dovrebbero prendere una decisione di così grande importanza in pochi giorni. Noi di Rifondazione - continua Mazzucchetti - abbiamo seguito costantemente il susseguirsi dei fatti e quando abbiamo appreso l’ultima decisione della multinazionale di spostare i lavoratori a Salerno abbiamo deciso che, come gesto di solidarietà, avremmo boicottato i loro prodotti. E’ il minimo che potevamo fare». Per l’esponente di Rifondazione, dopo l’incendio che ha devastato parte dell’azienda di San Paolo d’Argon, la soluzione sarebbe stata molto semplice e avrebbe accontentato tutti: «I lavoratori che non trovavano più spazio a San Paolo dovevano semplicemente essere spostati nell’azienda di Lallio, dove per altro sarebbero stati anche più comodi, ma questa è un’ipotesi che la multinazionale non ha neanche preso in considerazione». Per Mazzucchetti il motivo è facile da spiegare: «Forse l’incendio dello scorso febbraio è diventato solo un pretesto per fare questa diminuzione del personale che volevano fare da tempo. Ma i dirigenti della Bonduelle - continua l’esponente di Rifondazione - non si sono forse accorti che vengono danneggiati lavoratori che negli ultimi anni hanno dato tutto per l’azienda, e che, se oggi è diventata la grande multinazionale che tutti conosciamo, è anche grazie al loro prezioso lavoro. Le persone coinvolte - conclude Mazzucchetti - sappiano che avranno sempre il nostro sostegno».
Luca Bassi

Firma doc per il progetto dell'ex Enel - Tra via Mazzini e via Nullo 135 appartamenti dal genio creativo di Antonio Citterio

Bergamo - Abitazioni e uffici, un’area verde e altri interventi per migliorare la qualità urbana. Il tutto rigorosamente all'insegna del design all'avanguardia. E’ il nuovo progetto, firmato dall’architetto Antonio Citterio, che riqualificherà così la grande area compresa tra via Nullo e via Mazzini, quella oggi conosciuta come ex-Enel. L’intero complesso, rimasto in disuso da anni, è stato acquistato circa un anno fa da un’immobiliare milanese che per rimettere a nuovo l’intera area ha deciso di non badare a spese, mettendosi nelle mani del noto architetto internazionale che negli ultimi anni si è messo in mostra per aver progettato edifici in tutta Europa fino a portare il suo genio creativo anche in Oriente. Citterio, nato a Meda nel 1950, è stato il "padre" di diverse opere, anche nella Bergamasca: dalla sua mente infatti sono nati progetti per la ristrutturazione dello storico Palazzo Comunale di Clusone, per la sede e asilo aziendale della multinazionale farmaceutica GlaxoSmithKline a Verona, per due residenze unifamiliari a Villasimius - in Sardegna. E ancora, a Basilea - in Svizzera, per il Bulgari Resort a Bali, per lo showroom Aspesi di via Montenapoleone a Milano e per la nuova piazza Michele Alboreto del comune milanese di Rozzano. La sua è dunque una firma sinonimo di garanzia.Il progetto di Citterio prevede che nell’area che oggi ospita i magazzini e gli uffici provinciali dell’ex Enel saranno costruiti 135 appartamenti che porteranno 297 nuovi abitanti, mente le facciate e il resto degli interni saranno ristrutturati con un tocco d’avanguardia. Con questo progetto Palafrizzoni potrà anche prendere due piccioni con una sola fava: infatti, oltre a riqualificare un’area dismessa e inutilizzata da anni, potrà anche beneficiare degli oneri di urbanizzazione corrispondenti alla quota che il Comune deve cedere nella partita del Carmine, che saranno pari a 4 milioni di euro.
Luca Bassi

La Nord contro l'Eco - La contestazione. I tifosi con striscione e volantini: "Su di noi scritte falsità"

Rovetta - Nonostante il giorno feriale, anche ieri è stata una grande festa nerazzurra. Anche se sugli spalti, sponda ultras, è andata in scena una dura contestazione contro «L’Eco di Bergamo». Il quotidiano di via Papa Giovanni infatti, è finito nel mirino del tifo organizzato atalantino, che ha riservato alla testata un lungo striscione, appeso proprio dietro alla porta situata alla sinistra della tribuna del campo sportivo, che recitava: «Sporco, falso, prevenuto. L’Eco: questa è la vostra verità».
Non sono mancati poi mancati i consueti cori indirizzati ai giornalisti, mentre alcuni esponenti della Curva Nord, prima del fischio d’inizio della gara contro il Pergocrema, hanno distribuito ai tifosi presenti in tribuna, un volantino, nel quale si spiegava con chiarezza il motivo della contestazione: «L’Eco di Bergamo continua nella campagna di slealtà e disinformazione per delegittimare e demolire la Curva Nord - si legge -. Ormai al Bugiardino sono talmente ossessionati dall’obiettivo di denigrare gli ultrà atalantini che inventano, falsificano e strumentalizzano le notizie».Le gocce che avrebbero fatto traboccare il vaso, secondo il tifo organizzato nerazzurro, sarebbero arrivate nel giornale di martedì e in quello di ieri: «"Ultrà attaccano i rom, ma ora vogliono aiutarli" - si legge sul volantino distribuito -. All’interno, un titolo a tutta pagina: "Molotov contro i rom, ora li vogliono aiutare. La richiesta di due ultrà dell’Atalanta finiti ai domiciliari per un assalto a un campo a un campo nomadi nel lecchese". Oggi, ancora, in prima pagina: "I rom rispondono agli ultrà dell’Atalanta». Tutto questo, secondo gli ultras nerazzurri, non sarebbe altro che una strumentalizzazione, come spiegato nelle righe che seguono: «I due ragazzi lecchesi sono definiti ultrà dell’Atalanta solo perché sono venuti un paio di volte al Comunale. Nell’articolo - si chiedono gli autori del volantino - perché non hanno definito i responsabili semplicemente due lecchesi o due esagitati o due ragazzi o due operai o due ventenni, ma invece due ultrà dell’Atalanta?».I tifosi organizzati autori del volantino hanno poi chiuso con una promessa verso la testata locale: «A L’Eco facciano quello che vogliono; noi d’ora in poi risponderemo (senza alcun vittimismo) colpo su colpo per smascherare, a suon di striscioni, volantini e cori, tutte le falsità che si leggono nei confronti della Nord. Chissà - si legge in conclusione - che qualcuno apra gli occhi!».
Luca Bassi

Parco dell'Adda: pitoni e igua - Il caso. Due i problemi: gli animali pericolosi e la strage delle camere d'aria

Trezzo d’Adda - Sull’Adda come al Safari. Se poi ci andate in bicicletta l’avventura diventa doppia. Perché oltre ad evitare pitoni e boa constrictor, dovrete stare attenti a non imbattervi nei chiodi. Le stradine in riva al fiume ne sono seminate, l’opera è di un ignoto attentatore. Da un paio di settimane è ricercato, senza esito, dagli uomini del direttivo del parco.
Ma andiamo con ordine e partiamo dalle bestie esotiche. Finché erano teneri scoiattoli grigi arrivati chissà come dal Canada, nessuno si preoccupava più di tanto. L’allarme è scattato quando i volontari del Wwf hanno trovato i già citati boa constrictor, il famigerato pitone e un’iguana di un metro. Parevano Nereida Gallardo a Ibiza, tutti e quattro a prendere il sole nella spiaggetta di Trezzo, facendo bella mostra di sé e terrorizzando le vecchiette presenti. Dalla riva alle acque: l’Adda è popolato da qualche mese dal temibile pesce siluro, bestia voracissima che ha già portato all’estinzione di diverse specie autoctone. Non è finita qui, c’è anche l’emergenza legata alla nutria, roditore gigante che qualche furbone ha importato dal Sud America per liberarlo nella Bergamasca, dove ha trovato il suo habitat ideale, soppiantando i castori. Il problema sta proprio qui, gli animali esotici sono più forti dei nostri. E alterano definitivamente un ecosistema già provato da anni di inquinamento.In campo il Wwf. Che propone una task force formata da ambientalisti, cacciatori e pescatori per tutelare una biodiversità che si sta perdendo. Di chi è la colpa? Soprattutto della superficialità dei molti che comprano l’animale alla moda, per poi scoprire, dopo un paio di settimane, che tenerselo in casa è un vero casino. Il pitone, ad esempio, si pappa solo topolini vivi e dopo un rituale straziante. Immaginatevi il dolore di chi guarda, meglio liberarsi di quel mostro, partorito, lo dice la Bibbia, dalla diabolica fantasia di Satana. E allora lo portano sull’Adda. Spesso sentendosi pure bravi e buoni, per aver ridato alla belva feroce la libertà persa in Amazzonia o nell’Africa Nera. Niente di nuovo sotto il sole. Il parco faunistico delle Cornelle, nella vicina Valbrembo, è infatti da anni un rifugio per le specie peccatrici: recupera scimmie, tigri, leopardi e, appunto, un sacco di rettili. Le rimette in gabbia, gli dà da mangiare e cerca di arginare un (pericoloso) fenomeno in ascesa.Ma cambiamo parco e torniamo sull’Adda. Il chiodarolo, protagonista qualche giorno fa di un bell’articolo su Bergamonews, è tornato in azione. E in settimana ha fatto strage di camere d’aria. I ciclisti facciano attenzione: rischiano di bucare e finire in acqua. Ad attenderli, con la bocca aperta, il famoso (e affamatissimo) pesce siluro.
Luca Bassi

Maltempo: Bassa e Isola in ginocchio

Bergamo - Lampi, tuoni, pioggia e disastri nella notte tra mercoledì e ieri. Il temporale ha colpito soprattutto le zone dell’Isola e della Bassa bergamasca. Alberi caduti, cantine e garage allagati, sottopassi inagibili e tanta paura per i residenti. Il maltempo ha cominciato a imperversare in serata nella zona di Milano, creando danni molto più consistenti rispetto a quelli causati nella nostra provincia. Verso le 23 la pioggia e i fulmini sono arrivati anche nella Bassa, sul confine con il milanese. Il centralino dei vigili del fuoco di Treviglio è stato preso d’assalto: numerose le chiamate di residenti in difficoltà che chiedevano aiuto. A Calusco d’Adda l’intervento più impegnativo: il cellophane che copriva il tetto di una casa in ristrutturazione è stato divelto dal vento e i tre piani dell’abitazione si sono allagati.
Nonostante i lavori, nell’abitazione dormivano i padroni di casa, che sono stati evacuati perché i locali sono stati momentaneamente dichiarati inagibili. La maggior parte delle chiamate arrivate ai vigili del fuoco di Treviglio e ai volontari di Romano di Lombardia riguardavano alberi caduti sulle strade o piante non ancora divelte dal vento ma pericolanti. Un grosso albero è caduto sul viale Piave, un altro sulla via Redipuglia e un terzo sulla via Carlo Porta. Anche a Caravaggio la stessa situazione: il vento ha fatto cadere una pianta in via Vicinato, davanti alla ditta di formaggi Invernizzi. Intorno all’1 di notte il temporale è arrivato a Bergamo, ma fortunatamente, a parte un forte vento e un continuo tuonare che ha svegliato i cittadini addormentati, non ci sono stati grossi disastri. Alcuni sottopassi si sono però allagati. Intorno alle 2.30 un uomo di 42 anni residente a Scanzorosciate, a bordo della sua Alfa 156 ha imboccato il sottopasso di Colognola. La sua auto, a causa di un grossa pozzanghera alta una ventina di centimetri, si è fermata bloccando all’interno dell’abitacolo l’automobilista. Se avesse aperto le portiere infatti, tutta l’acqua sarebbe entrata in macchina. Così non gli è rimasto altro da fare che chiamare il 113 e farsi aiutare a uscire dal sottopasso dalla polizia. I vigili del fuoco sono intervenuti per prosciugare un altro sottopasso, quello che si trova tra le vie Simoncini e Quarenghi. Anche in questo punto, dato che i tombini della via Bonomelli erano pieni e l’acqua strabordava, si sono formati allagamenti pericolosi per gli automobilisti. Ad Almenno San Salvatore si è verificata una frana in via Primo Maggio, proprio davanti alla porta d’ingresso della casa di riposo. Nessun pericolo per i degenti, la terra che si è riversata sulla strada a causa dello smottamento è stata tolta nella mattinata di ieri. A Telgate una donna ha chiamato i pompieri perché è rimasta chiusa sul balcone proprio mentre imperversava il temporale. Stava ritirando le piante quando le persiane si sono richiuse alle sue spalle a causa del vento, bloccando la donna sul terrazzo. Alcuni vicini hanno sentito il suo richiamo ed hanno allertato i pompieri, ma poco dopo hanno richiamato perché erano riusciti a risolvere la situazione da soli. A Carvico i garage di alcune case in costruzione si sono completamente allagati. Essendo il cantiere ancora allestito, i muratori hanno sistemato alcuni contatori provvisori all’esterno. La pioggia ne ha fatto saltare uno e le pompe di aspirazione dell’acqua si sono bloccate, causando l’allagamento. In totale gli interventi dei vigili del fuoco sono stati 29, ma i disastri sono certamente di più. La maggior parte dei bergamaschi si è rimboccata le maniche e si è data da fare per risolvere la situazione senza l’intervento dei pompieri, già impegnati su numerosi fronti.
Luca Bassi

Padania campione in Lapponia - Anche il leader del Carroccio Bossi in campo ad esultare

Bergamo - La nazionale padana è campione del mondo delle nazioni non riconosciute. Battendo per 2 a 0 in finale la formazione degli Aramaici (Siria) la squadra di calcio della Padania ha così vinto la «Viva World Cup» a Gallivare, in Lapponia. Al fischio finale che ha decretato la vittoria della squadra del Carroccio, il leader della Lega Nord nonché ministro delle riforme, Umberto Bossi, è sceso dagli spalti ed è entrato in campo per esultare con giocatori e tifosi presenti, una quarantina di persone che avevano raggiunto la cittadina di Gallivare nei giorni scorsi con una carovana di camper.
La marcia trionfale della Padania è stata semplicemente perfetta: dopo la facile vittoria nella prima partita con la Provenza per 6 a 1 - reti di Cossato, Ferrari e doppiette di Salandra e Ligarotti -, la nazionale allenata da mister Leo Siegel si è sbarazzata di Kurdistan - 2 a 1 con reti di Gentilini e Salandra -, Lapponia - 2 a 0 grazie a Cossato e Ligarotti - e degli aramaici per 4 a 1 - con reti di Cossato, Salandra e doppietta di D’Alessandro -. Nella finale gli stessi aramaici sono poi stati battuti per 2 a 0 grazie alle reti dell’ex AlbinoLeffe Colombo e di Ligarotti. Dopo il triplice fischio finale, tra un generale sventolio di bandiere raffiguranti il Sole delle Apli, la nazionale padana è stata premiata dagli organizzatori della manifestazione, sotto gli occhi commossi del leader Umberto Bossi e dei tifosi leghisti. Capocannoniere del torneo è stato il "nostro" Stefano Salandra, che con i suoi quattro gol ha trascinato i padani fino al trionfo finale. Il prossimo 13 dicembre l’assemblea delle nazioni non riconosciute deciderà a chi assegnare l’organizzaione della prossima edizione, che molto probabilmente verrà anticipata al 2009 per non coincidere con il campionato mondiale che invece si svolgerà in Sud Africa. La Padania, come confermato dal promoter Claudio Gallo, presenterà la sua candidatura.
Luca Bassi

Ultras contro Vieri - Cori, striscioni e insulti ieri mattina alla presentazione dell'attaccante

Zingonia - Dentro al centro sportivo Cesare e Achille Bortolotti i primi sorrisi e le prime battute da nerazzurro di Bobo Vieri, appena fuori dai cancelli gli ultras con la loro rabbia per la decisione della società di puntare per la terza volta sul bomber che solo un anno fa lasciava Bergamo per accasarsi a Firenze. La contestazione, già annunciata e facilmente prevedibile dopo le ultime settimane di polemica, si è però poi allargata anche a società e giornalisti. I dirigenti, colpevoli di aver preso Vieri nonostante l'evidente malumore di parte del tifo arganizzato, hanno così subito la prima contestazione dell'era Osti. Al dt orobico è infatti arrivato il primo attacco degli ultras, che hanno voluto testimoniare la loro contrarietà con un lungo striscione che recitava: «Nel ruolo del tifoso esiste il sentimento, mentre per te dirigente solo l'aumento. Osti rispetto!».
Ovviamente, la maggiore attenzione gli ultras l'hanno riservata al protagonista della giornata Bobo Vieri: in pochi si aspettavano la sua uscita dal cancello principale - quello appunto presidiato da circa un centinaio di ultras inviperiti -, e quando Christian, scortato da una macchina della Digos, è passato a pochi centimetri da Bocia e compagnia bella si è pure temuto il peggio, ma alla fine, grazie alla sgasata della potente berlina di Bobo, non è successo nulla di rilevante, nonostante le minacce e gli insulti della tifoseria. La macchina di Vieri infatti non è stata toccata nemmeno da un sassolino. La situazione però non si è calmata: l’uscita di Bobo dal cancello principale ha lasciato via libera alla furia degli ultras, e per gionalisti e cameraman sono stati attimi di tensione, fortunatamente risolti dal buon senso, visto che nessun tifoso è entrato nel cancello. Solo un operatore televisivo è stato sfiorato dal lancio di un fumogeno, senza però riportare conseguenze. La situazione si è così calmata è gli ultras hanno abbandonato la loro postazione, liberando il passaggio alle auto fermate in coda per circa una mezz’ora, dopo aver attaccato i loro lunghi striscioni sul cancello del centro sportivo di Zingonia, con i quali hanno manifestato il loro dissenso dalla scelta della società.

Luca Bassi

Ecco il primo lago della città - Bergamo. Un'oasi verde di 70mila metri quadrati

Bergamo - Mentre continuano incessanti i lavori del cantiere del nuovo ospedale di Bergamo, prende ufficialmente vita il suo parco. Quella inaugurata ieri mattina, con i suoi 70mila metri quadrati di prati, cinque chilometri di vialetti e alberi d'ogni tipo, è l'area verde più grande dell'intera città. Presenti al taglio del nastro il sindaco Roberto Bruni, l'assessore all'Ecologia Fausto Amorino e l'assessore ai Lavori pubblici Carlo Fornoni oltre al progettista e direttore dei lavori Giuseppe Pasinetti. «Questo è solo il primo passo verso la completa attuazione del nuovo ospedale - commenta il sindaco Bruni -. Da parte dell'intera amministrazione c'è grande soddisfazione per come si sono svolti al meglio i lavori».
Grande soddisfazione anche nelle parole dell'assessore Fornoni: «Partendo dal presupposto che si tratta di un parco bellissimo, è fondamentale sottolineare che questo è anche un sistema di valorizzazione ambientale, visto che al suo interno si possono trovare sistemi importantissimi per la gestione dell'acqua». Il progetto ha voluto coniugare le esigenze di protezione del territorio da precipitazioni e inondazioni. All'interno del parco infatti è stato posizionato un lago, il primo della città di Bergamo, 10mila metri quadrati di superficie della profondità di un metro quadrato, capace di trattenere qualcosa come 10 milioni di litri d'acqua in situazione di tranquillità, e 8 milioni di litri in caso di forti precipitazioni e temporali. «E' solo un anello della catena del verde gia iniziata qualche giorno fa - commenta l'assessore Amorinro - un tassello fondamentale per la nostra città».
Luca Bassi

"Colpa delle nuove fogne" - Dalmine. Ogni temporale si allagano taverne e scantinati

Dalmine - Temporali estivi, fresca consuetudine tra il soffocante caldo della stagione. Ma non per tutti: in una zona della frazione di Dalmine, Sabbio, queste potenti e rinfrescanti perturbazioni sono sempre attese con terrore dagli abitanti. Le fognature della loro zona infatti, dopo i lavori alle tubazioni che il Comune fece fare nel 2003, presentano delle imperfezioni, e ad ogni potente temporale le loro taverne e cantine rischiano di finire riempite di acqua fognaria. Come già accaduto nel 2003 e nel 2006, nella notte tra domenica e lunedì, durante il forte temporale che ha svegliato dal sonno centinaia di bergamaschi, dai sanitari dei loro bagni è iniziata a uscire l’acqua che le fogne non riuscivano più a smaltire. Il risultato, come cinque e due anni fa, è stato di decine di migliaia di euro di arredi da buttare.
Dal Comune di Dalmine, che attende di avere maggiori informazioni sui danni procurati dal nubifragio di lunedì mattina, non arrivano dichiarazioni in merito, ma l’avvocato Fabrizio D’Adamo non ha dubbi su chi sia il colpevole: «Nel 2006 - spiega - sono stato chiamato dal signor Consonni che, in attesa di vedersi risarcito dal danno subito nell’esondazione del 2003, si è visto la taverna ben arredata di nuovo piena d’acqua». Subito il signor D’Adamo si attiva: «Parlando con il Comune ho potuto ricevere la disponibilità per risarcire i danni del mio cliente, ma dopo un periodo in cui sono letteralmente spariti, sono riuscito a ricontattarli, ricevendo però in risposta solo un invito: dovevo rivolgermi alla ditta R.I.A. di Lurano, la quale, secondo il Comune, era la responsabile dei disagi». La famiglia Consonni e l’avvocato D’Adamo pazientano ancora per qualche mese, dopodiché decidono di rivolgersi al tribunale di Bergamo: «Abbiamo presentato una domanda per la nomina di un consulente che possa verificare i danni, perchè il mio assistito ha diritto al risarcimento. Non so di chi sia la colpa - ha spiegato D’Adamo -, ma la mia personale opinione è che un Comune, che abbia o meno responsabilità, non può abbandonare così i suoi cittadini. Speriamo però che questo ennesimo episodio possa far ragionare chi di dovere, per arrivare ad una soluzione utile a tutti».
Luca Bassi

Arriva la prima edizione della festa Democratica, Festa dell'Unità addio

Bergamo - Arriva la prima edizione della Festa Democratica. La nota Festa dell’Unità, che per tanti anni ha accompagnato le serate estive del fedele popolo di sinistra, va quindi in pensione per lasciare posto alla manifestazione del nuovo movimento politico che ha trasformato la sinistra. Stasera l’apertura della manifestazione che durerà fino al 21 luglio, alla Celadina. «La nostra è una scelta politica - spiega Mirosa Servidati, segretaria provinciale del Pd -. Partito nuovo e festa nuova. Archiviamo così la Festa dell’Unità, ovviamente con tutto il rispetto per quella che per anni ha portato avanti i valori della sinistra, ma dopo attente analisi abbiamo deciso che era giusto portare una ventata di novità».
La Festa sarà intitolata a due grandi nomi legati alla Repubblica italiana come Peppino Impastato e Aldo Moro: «Ci è sembrato doveroso ricordare queste due importantissime figure che trent’anni fa donavano la loro vita per difendere i veri valori quali sono verità e libertà. Con il loro esempio - continua Servidati - dobbiamo sempre ricordarci che la politica è un’azione nobile finalizzata al bene dei nostri cittadini». E tra un concerto e un dibattito, il Pd bergamasco si aspetta una massiccia presenza degli elettori orobici, come conferma il segretario provinciale: «Vogliamo vedere tanta gente, perchè questa è una grande manifestazione aperta a tutti i bergamaschi. Queste serate - conclude - saranno momenti di festa in cui sarà inoltre possibile confrontarci con la gente».Da stasera dunque, fino al prossimo 21 luglio, in piazzale Celadina a Bergamo, spazio alla prima edizione della Festa Democratica, dove oltre a pizze, casoncelli e dibattiti, non mancarenno i concerti: sul palco della festa spazio dunque al Bepi, agli emergenti Baustelle, al gruppo Apreès la classe, e a tanti altri. E per chiudere con il botto, lunedì 21 luglio non mancheranno le scatenate note della Famiglia Rossi.

Luca Bassi

L'inceneritore di dalmine si farà - Ma sindaco e cittadini non ci stanno

Dalmine - A Dalmine il termovalorizzazione principale dell’intero Nord Italia. Dopo tante polemiche arrivate da Comune, Provincia e Regione, questa sera i cittadini dalminesi potranno dire la loro: al Teatro Civico di Via Kennedy è infatti in programma un Consiglio Comunale aperto anche a loro, che avranno così l’occasione di potersi esprimere.
Per raggiungere l’obiettivo, la Rea Spa ha presentato alla Provincia di Bergamo e alla Regione Lombardia la richiesta di poter realizzare una terza linea di smaltimento rifiuti per il termovalorizzatore di Dalmine, in aggiunta alle due già esistenti. Non si sono fatte attendere le polemiche politiche, e il consigliere regionale della Lega Nord Daniele Belotti ha espresso per primo la sua posizione contraria al progetto perché secondo il Carroccio, ma anche secondo il centrosinistra di Dalmine, l'impianto della Rea soddisfa già ampiamente il fabbisogno di smaltimento di rifiuti della Bergamasca. A suo tempo, anche il sindaco di Dalmine Francesca Bruschi si espresse in maniera totalmente contaria: «La situazione non è tale da giustificare il potenziamento dell'impianto» dichiarò dopo aver appreso la notizia. A distanza di qualche settimana, la posizione del sindaco di Dalmine non è cambiata: «Io e l’amministrazione, come già ribadito più volte in passato, restiamo contrari a questo assurdo potenziamento. Per questo - ha continuato Francesca Bruschi - per la serata di domani (oggi ndr.) abbiamo convocato un Consiglio Comunale aperto anche ai cittadini: questo è un tema molto importante e sentito anche da loro e tutti abbiamo ritenuto giusto dare lo spazio che meritano». Iniziativa che non sarà sicuramente nuova ai dalminesi, che già in un’altra occasione avevano potuto dire la loro: «Un simile Consiglio Comunale l’abbiamo fatto anche per la discussione della centrale elettrica. In quell’occasione i cittadini di Dalmine risposero molto bene. Con loro, in questa importantissima riunione - ha concluso il sindaco Francesca Bruschi -, cercheremo di arrivare alla decisione migliore». Appuntamento dunque al Teatro Civico di via Kennedy per le 20 e 30. Anche se, siamo sicuri, non sarà l’ultimo capitolo della questione che da tempo anima le cronache dalminesi.
Luca Bassi

lunedì 23 giugno 2008

Riparte il Tram delle Valli - Ieri, a Ranica, la prova sui binari e l'annuncio dell'ennesimo rinvio

Ranica - Cinquantadue anni dopo, a Bergamo torna a correre il tram. Nel pomeriggio di ieri la dimostrazione che la linea ferroviaria di cui tanto si è parlato, anche con un mare di polemiche per ritardi e opere incompiute, è finalmente pronta. Per i futuri passeggeri, però, l’attesa non è ancora terminata e servirà ancora un po’ di pazienza. Alle prove generali della tratta Bergamo-Albino ieri erano presenti l’assessore proviciale alla pianificazione del territorio e alle grandi infrastrutture Felice Sonzogni, l’assessore comunale alle politiche della mobilità Maddalena Cattaneo e il presidente della Teb Gianfranco Ceruti, che hanno assicurato che i cittadini potranno viaggiare sul tram entro l’inizio del 2009, in ritardo però rispetto al settembre di quest’anno previsto in un primo momento.
I vagoni, ovviamente nuovi di zecca, sono arrivati nella Bergamasca ad inizio giugno dopo mesi di attesa e sono ultra tecnologici: porte di ampie dimensioni, dispositivi per favorire il trasporto di persone diversamente abili ed un impianto di aria condizionata per il comfort dei passeggeri. Stupiscono per la loro velocità e per il loro bassissimo livello di rumorosità, anche se, per gli abitanti dei paesi in cui passerà il tram, sono già pronti i pannelli anti-rumore. Il tram, silenzioso e veloce (70 chilometri all’ora), avrà così modo di trasportare quasi 5 milioni di passeggeri ogni anno e sarà caratterizzato da una rapida frequenza di transito con un punte di una navetta ogni 8 minuti negli orari di punta, tra le 7.15 e le 9.15. Si tratta di una metrotramvia di superficie che, percorrendo il vecchio tracciato della ferrovia della Valle Seriana con attraversamenti a raso regolati da semafori, collegherà la città di Bergamo ad Albino. La linea, che si sviluppa per 12,6 chilometri e comprende complessivamente sedici fermate, sarà percorsa da 14 tram. Il costo complessivo dell’opera è di 135,6 milioni di euro di cui lo Stato si è accollato 67,4 milioni, la Regione 29,3 milioni, la Provincia e il Comune 12,1 milioni a testa e la Teb 14,7 milioni. L’intervento assicurerà, a livello locale, un collegamento veloce e diretto tra il centro cittadino e l’imbocco della bassa Valle Seriana. In questo tratto il traffico veicolare in entrata e in uscita da Bergamo ha ormai assunto livelli che la viabilità ordinaria non riesce più a sostenere e grazie a questa grande opera si conta di poter risolvere il problema.
Luca Bassi

Atti osceni davanti al liceo - Denunciato dai carabinieri 34enne di Calusco d'Adda

Alzano Lombardo - E’ stato denunciato per atti osceni in luogo pubblico un 34enne di Calusco d’Adda che, nella mattinata di martedì, intorno alle 12.30, si stava masturbando in via Locatelli ad Alzano Lombardo, a pochi metri dal portone principale del Liceo Scientifico «Edoardo Amaldi». Proprio dal cortile dell’istituto sono usciti i giovani studenti che hanno colto il 34enne sul fatto e, dopo attimi di imbarazzo e stupore, hanno immediatamente avvertito i Carabinieri del posto che sono prontamente intervenuti, bloccando l’uomo.
La notizia, ovviamente, non ha tardato a spargersi per il paese della Val Seriana, che il giorno dopo ha accusato il 34enne di Calusco d’Adda di infangare il nome del loro comune, come ci dice la signora Angelina: «Ma perchè non è stato al suo paese a fare quelle cose? Dovrebbe vergognarsi. Ad Alzano - ha continuato la signora - non si sono mai sentiti fatti simili, speriamo sia anche l’ultimo perchè il nostro è un paese tranquillo che certa gente non la vuole. A mio parere dovrebbero esserci ancora più uomini delle forze dell’ordine, magari certi individui loschi perderebbero la voglia di fare certe cose in luoghi pubblici». Della sua opinione anche l’amica Donatella: «Serve ancora più sorveglianza da parte delle forze dell’ordine. Mi immagino l’imbarazzo di quei poveri ragazzi che hanno dovuto assistere alla penosa scena: non avranno creduto ai loro occhi. Ora, chi di dovere, lo deve assolutamente punire, con la speranza che possa capire la stupidata che ha fatto. Mi creda, mi sto vergognando io per lui. Ma per sua fortuna non l’ho visto io - ha tuonato molto arrabbiata -, tra l’altro oggi, viste le instabili condizioni del tempo, lo avrei preso a ombrellate...».
Luca Bassi

Resti romani in Piazza Vecchia - "La scoperta più importante degli ultimi vent'anni"

Bergamo - «Si tratta di una delle più importanti scoperte degli ultimi vent’anni». Queste le parole della Soprintendente per i beni archeologici della Lombardia davanti ai resti romani scoperti durante gli scavi sotto il Palazzo del Podestà in piazza Vecchia.
Alla visita di ieri sera, guidata dall’assessore dell’edilizia privata Francesco Macario, erano presenti anche il sindaco Roberto Bruni e gran parte della Giunta comunale. Dopo un veloce sguardo a fontana e resti di mura dell’epoca romana venuti alla luce, l’assessore ha illustrato ai partecipanti per filo e per segno le scoperte. Poi si è passati alle parole delle autorità. Su tutti c’è stata la soddisfazione della Soprintendente per i beni Archeologici Maria Fortunati: «Da tanti anni mi occupo di Bergamo e della sua storia, ma devo dire che questa scoperta è una delle più importanti degli ultimi vent’anni. Quando il Comune ha iniziato l’intervento nel Palazzo del Podestà - ha continuato la Soprintendente - abbiamo immediatamente fatto i primi sondaggi che hanno da subito evidenziato la grandezza della scoperta». Anche il sindaco Bruni ha espresso tanta soddisfazione: «Una grande porta per il turismo e per la cultura della città di Bergamo. Un grande ringraziamento va a chi ha lavorato con impegno in tutto questo tempo per ottenere questo importantissimo risultato, che serve dunque a promuovere la nostra città e la sua bellezza». L’intenzione degli addetti ai lavori è di fare degli scavi un grande museo di carattere nazionale, aperto dunque anche a cittadini e turisti.
Luca Bassi

Orso, a Castione è psicosi - Il comandante: "E' super protetto. Non possiamo nemmeno catturarlo"

Castione della Presolana - Tra i boschi della Val Seriana continua ad aggirarsi il famelico orso. Dopo la strage di pecorelle e di agnellini fatta nella scorsa settimana e dopo la razzia di miele fatta nelle cascine della valle, sono continuati incessanti gli avvistamenti e le segnalazioni dei cittadini di Castione, che per giorni hanno intasato il centralino della polizia locale. Tra la gente del paese la paura c’è, ed è anche comprensibile, ma nelle ultime ore gli avvistamenti e le segnalazioni sembra siano diminuiti e di allarmismo, tra le forze dell’ordine di Castione della Presolana, non ce n’è neanche l’ombra. Come ci conferma il comandante del Corpo di polizia provinciale Alberto Cigliano: «Non c’è nessuna forma di allarme a Castione della Presolana. L’orso non ci preoccupa affatto».
Ci sono stati avvistamenti importanti nelle ultime ore? «In caserma non abbiamo più ricevuto avvistamenti che potrebbero creare allarmismo tra la gente del paese. La situazione, per ora, è abbastanza tranquilla».
Cosa si pensa di fare nel caso fosse avvistato da qualche agente? «Diciamo subito che le possibilità di incontrarlo sono assai ridotte: l’animale infatti si aggira principalmente di notte e sta alla larga dai centri abitati. Se per caso qualche agente lo dovesse vedere può fare ben poco. Infatti - continua il comandante del Corpo di polizia provinciale -, quella è una specie super protetta, nessuno la può giustamente toccare».
Non si cercherà neanche di catturarlo? «Assolutamente no. L’orso infatti sta bene dov’è perchè quello è il suo habitat naturale e nessuno lo deve portare via».
Adesso potrebbe essere chissà dove. «Infatti, non è neanche detto che si trovi ancora nei boschi di Castione. Stando a quello che dicono gli esperti ha un’autonomia di molti chilometri e adesso potrebbe trovarsi da qualsiasi altra parte delle valli. Giusto una decina di giorni fa si trovava in Valtellina e adesso potrebbe anche esserci tornato».
Dunque gli abitanti di Castione della Presolana possono stare tranquilli? Non sono in pericolo? «Certo. Possono stare tranquilli perchè non sono in pericolo e non lo sono mai stati. Gli esperti - ha concluso il comandante - hanno fatto anche queste ricerche e ci hanno confermato che non è un pericolo per i nostri cittadini»
Luca Bassi