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martedì 23 settembre 2008

Al Comunale arriva il Cagliari, Dea non sbagliare

Bergamo - Dea, è ora di ripartire. Archiviata la sfortunata sconfitta di Catania, in cui i nerazzurri si sono comportati più che bene nonostante il risultato negativo, al Comunale arriva un Cagliari in crisi di risultati. Nelle prime tre gare di campionato infatti, gli uomini di Allegri non sono neppure riusciti a conquistare la miseria di un punto e, detto chiaro e tondo, la squadra sarda non può mettere la minima paura a questa Atalanta che finora ha solo raccolto pareri positivi.

Una difesa imbarazzante, un centrocampo modesto e un attacco inconcludente: il Cagliari è solo questo e, per quanto visto finora, la formazione di patron Cellino sta solamente rispettando i pronostici che la vedevano come una delle candidate principali per la retrocessione.

I rossoblù però, arriveranno al Comunale affamati di punti come non mai, con il loro tecnico Allegri che sente la panchina scottare a più non posso: stupisce infatti che il focoso presidente cagliaritano, conosciuto come "mangia allenatori", non abbia ancora messo in guardia il suo tecnico dopo tre sconfitte consecutive.

Contro la Juventus comunque, il Cagliari ha tirato fuori tutto l’orgoglio di cui disponeva, anche se solo le parate dell’ex Celeste Marchetti hanno evitato un passivo più pesante. Ma anche Buffon prima e Manninger dopo si sono dovuto superare sulle conclusioni di un pimpante Matri, l’unico, a nostro parere, che potrebbe creare qualche problema alla difesa nerazzurra. Retroguardia che domani non potrà di nuovo contare su Bellini, ancora fermo ai box. Del Neri, a meno di clamorosi colpi di scena, dietro punterà quindi sullo stesso quartetto di Catania, con la coppia tutta argentina ad operare davanti a quel Coppola in cerca di riscatto. A centrocampo spazio a Ferreira Pinto, Gaurente, De Ascentis (Cigarini potrebbe rifiatare) e Padoin, mentre davanti la coppia Doni-Floccari cercherà di rifarsi dopo l’opaca prestazione di Catania dello scorso sabato. Intanto in panchina il cileno Valdes, tra i migliori nella gara dello scorso week-end, sarà pronto a dare il suo contributo a partita in corso, anche se non è da escludere una rivoluzione tattica del tecnico friulano che butterebbe di fatto nella mischia il gioiello ex Lecce.

Il destino sembra si sia proprio voluto prendere gioco delle due squadre: infatti, addirittura tre degli ultimi quattro incontri tra il Cagliari e i nerazzurri sono stati giocati in un turno infrasettimanale, e l’Atalanta non è mai riuscita ad imporsi. Il 25 ottobre del 2006 a Bergamo finì 3-3 e fu un susseguirsi di emozioni, con i sardi in vantaggio per 3-1 al 9’ della ripresa che si fecero rimontare dalle reti di Ventola e di Doni, mentre il 4 marzo del 2007 il Cagliari si impose per 2-0 grazie ai gol di Suazo e di Pepe. Lo scorso campionato la storia si è praticamente ripetuta, con i sardi che in terra orobica strapparono un punto (2-2) il 31 ottobre e nel match di ritorno, il 19 marzo scorso, si impongono grazie ad un calcio di rigore di quel Robert Acquafresca che il dt orobico Carlo Osti ha poi ripetutamente - e inutilmente - cercato di portare in nerazzurro in estate. E non è finita qui: due anni fa il direttore di gara di Atalanta-Cagliari fu lo stesso Stefanini di Prato che anche domani dirigerà l’incontro del Comunale. E in quell’occasione i sardi protestarono anche per la direzione del fischietto toscano.

Salire a quota nove dopo solo quattro giornate sarebbe un risultato importantissimo per la truppa nerazzurra, che avrebbe così la possibilità di sfidare la Roma di Spalletti con tanta tranquillità ed entusiasmo, senza doversi troppo preoccupare anche nel caso arrivasse una sconfitta.

Come detto quindi, battere questo modesto Cagliari è tutt’altro che un’impresa e i tre punti in palio sarebbero tanto pesanti quanto importanti, inanzitutto per centrare al più presto il primo obiettivo che tutti a Zingonia proclamano in continuazione: la salvezza
Luca Bassi

Coppola si scusa con i campagni: "Spero sia stato il mio primo e ultimo errore"

Zingonia - Il suo errore è costato caro all’Atalanta, uscita sconfitta dal Massimino per 1-0, ma Ferdinando Coppola, da vero guerriero qual è lui, non perde troppo tempo a piangersi addosso, pronto a ripartire dopo la sfortunata trasferta sicula che ha di fatto ridimensionato l’ambiente bergamasco.

Coppola, ci spieghi come è arrivato quello sfortunato gol di Paolucci.
«La vera spiegazione è che quando ho visto partire il tiro di Michele ero convinto di prenderla, e forse la troppa sicurezza mi è costata cara, facendomi commettere quell’errore»
.

Immaginiamo la sua amarezza.
«La cosa che mi ha fatto più male è stato vedere la faccia abbattuta dei miei compagni al termine della partita persa. A Catania si poteva anche perdere, ma non così. Spero però che questo sia l’errore che ogni anno devo commettere»
.

Il Catania, oltre al palo di Mascara, non ha avuto poi altre grosse occasioni.
«Infatti. Di grossi pericoli non ne abbiamo più corsi e questo non può far altro che accrescere l’amarezza e il rammarico per essere usciti sconfitti. Colgo però l’occasione per chiedere scusa ai compagni e per promettere a tutti che già dalla prossima partita ripartirò col piede giusto, pronto a dare il mio contributo»
.

Si è comunque vista una buona Atalanta che, dopo essere andata in svantaggio, ha fatto di tutto per cercare il pari. L’ha notato anche lei?
«E’ vero. Sapevamo che quella di Catania non era una partita facile, e sfortunatamente non siamo riusciti a sfruttare le occasioni che abbiamo costruito. A volte la troppa frenesia di cercare il gol ti porta a sbagliare occasioni che in altri momenti non sbaglieresti mai, vedi l’errore di Floccari nel finale. Ma queste sono cose che capitano».

La squadra è restata unita e compatta per tutto il match.
«Questa è stata la nostra forza in queste prime uscite stagionali. Gruppo unito e voglia di far bene non sono mai mancati e anche per le prossime gare cercheremo di far sì che siano una nostra ulteriore qualità»
.
Mercoledì arriva il Cagliari. Avrete subito la possibilità di rifarvi.
«Fortunatamente ci sarà subito l’occasione per riscattarci, anche se già sappiamo che non sarà affatto facile affrontare il Cagliari. Si tratta infatti di un avversario difficile che non ci darà vita facile».
Non a caso lo scorso anno contro i sardi portaste a casa solo un punto su due partite.
«Come detto il Cagliari è sempre stata una squadra tosta. Mercoledì poi arriveranno ancora più motivati, visto il difficile inizio di campionato che stanno affrontando. Noi comunque dovremo giocare come sappiamo, attenti e cinici».
Luca Bassi

Le pagelle di Catania-Atalanta - Talamonti brilla ancora

Coppola 5,5: il suo errore costa caro alla Dea. E fino a quel momento il portierone campano era stato praticamente disoccupato.

Garics 6: per lui gara senza infamia e senza lode. Difende infatti la sua zona con profitto ma si spinge in avanti raramente, offrendo poco sostegno al compagno di fascia.

Pellegrino 6: provvidenziale il suo salvataggio in scivolata nel secondo tempo. Per lui poi non c'è stato moltissimo lavoro.

Talamonti 6,5: l'argentino, anche nella gara di sabato, è stato tra i migliori. Perfetto nelle chiusure e puntuale negli anticipi. Non a caso Paolucci, marcato alla perfezione dal Tala, ha trovato la rete decisiva grazie all'indecisione del portiere nerazzurro.

Manfredini 6: schierato all'ultimo minuto sulla sinistra per il forfait di Bellini, il biondo difensore atalantino, tra i nerazzurri più in forma, gioca una buona partita. Tanta spinta e qualche buon cross per i compagni d'attacco (43'st Marconi s.v.).

Ferreira Pinto 5,5: sulla destra non combina moltissimo. Non a caso il mister lo sostituisce (24'st De Ascentis 6: prova a dare la scossa ai suoi con un destro potente che Bizzarri mette in corner. Prezioso il contributo che da ai compagni con il suo ingresso).

Guarente 6: come sempre è tra i migliori in mezzo al campo con la sua solita grinta e i suoi piedi vellutati. Cerca anche lui la rete del pari che però non arriva.

Cigarini 6: anche per lui buona gara con tanta corsa e tanto sacrificio per aiutare i compagni in difesa. Sempre pericoloso con i suoi calci piazzati.

Padoin 6: un po' meno pimpante del solito ma pur sempre utile con le sue corse sulla sinistra (24'st Valdés 6,5: con il suo ingresso la gara dell'Atalanta cambia totalmente. Non perde neanche un pallone e serve ai compagni assist che non andrebbero sprecati. Da riproporre).

Doni 5,5: un passo indietro rispetto alle buone prestazioni che aveva offerto nelle prime due giornate di campionato. La sua scarsa vena si è sentita: la Dea ha bisogno del miglior Doni.

Floccari 5,5: si batte come un leone su ogni palla che arriva dalle sue parti, ma sotto porta è ancora lontano dalla migliore condizione. Il gol che fallisce nel finale però, potrebbe anche essere attribuito alla scarsa lucidità, comprensibile dopo 90 minuti di corsa e sacrificio.
Luca Bassi

Atalanta, baby in evidenza - 11-0 nell'amichevole infrasettimanale di Bonate Sopra

Bonate Sopra - Atalanta 0 - 11
Atalanta primo tempo:
Consigli, Garics, Capelli, Pellegrino, Colombo, Ferreira Pinto, Manzoni, Guarente, Cerci, Valdes, Marconi. All. Del Neri
Atalanta secondo tempo: Coppola, Colombo, Capelli, Manfredini, Locatelli, D’Agostino, Padoin, Cigarini, Defendi, Valdes (30’ Marconi), Cisse.
Bonate Sopra primo tempo: Pesenti (20’pt Colombo Andrea), Rota, Monzani, Romualdi (12’pt Proserpi), Chiappa, Colombi Alex, Bacillari, Galimberti, Mariani, Sella, Bala. All. La Scala.
Bonate Sopra secondo tempo: Colombo, Bacis, Proserpi, Pedretti, Cappello, Pavesi, Tavola, Chiappa, Fiore, Caio, Sella.
Reti: 7’ Cerci, 10’ Marconi, 18’ Valdes, 30’ Marconi, 6’ D’ Agostino, 11’ Defendi, 28’ Cisse, 29’ Defendi, 31’ Cisse, 39’ Cigarini, 42’ Cisse.

Bonate Sopra - Nella sgambata infrasettimanale, andata in onda ieri in quel di Bonate Sopra, i nerazzurri di mister Del Neri dilagano con un netto 11-0. Di fronte a loro il Bonate Sopra, formazione di Promozione guidata dal tecnico La Scala che, per l’occasione, ha pensato bene di far esordire con la maglia della prima squadra numerosi giovani della formazione Juniores.
In grande evidenza il cileno Valdes, autore di un’ottima prova fatta di gol, assist e belle giocate. Come lui, prestazione da incorniciare anche per Cisse, autore di una splendida tripletta, che di fatto sancisce il suo completo recupero dall’infortunio che l’aveva fermato a metà agosto.

La cronaca della gara di ieri. Non bisogna attendere molto per vedere il primo gol, che viene firmato Cerci con la complicità del portiere di casa, che si lascia sfuggire la palla in fondo al sacco. Tre minuti più tardi Marconi raddoppia, ringraziando Manzoni che sulla fascia sinistra si beve tre avversari prima di servire al centro il bomber toscano. Al 19’ lo stesso Manzoni sforna un altro splendido assist, questa volta da calcio d’angolo, dal quale trova il perfetto inserimento di Valdes che di testa fa tre. Il cileno, come detto scatenato ieri, va subito alla ricerca della doppietta personale, provandoci questa volta con un bel destro al 24’ che finisce di poco alto. Al 32’ arriva la rete del 4-0: Ferreira Pinto crossa dalla destra per Marconi, che di testa non sbaglia e batte il neo entrato Colombo. Sul finire della prima frazione di gara ci prova Cerci, pienamente recuperato dal grave infortunio al ginocchio destro, ma il suo pallonetto sfiora il palo alla sinistra del portiere locale.

La ripresa si apre con la splendida punizione di Valdes che si stampa sulla traversa. Sull’azione seguente D’Agostino trova il destro giusto che batte Coombo per il 5-0. All’11’ tocca invece a Defendi, che con un pallonetto preciso, supera il portiere avversario in uscita. Alla mezzora, prima Cisse (28’) e poi Defendi (29’) arrotondano il risultato sul 7-0. Due minuti più tardi lo stesso Cisse, con un destro dal limite dell’area, trova la rete dell’8-0, e al 39’ c’è spazio anche per la bella rete di Cigarini, che realizza con un destro potente e preciso dai 20 metri una delle reti più belle della giornata. Nel finale, al minuto 42, il guineano trova anche la tripletta personale, battendo da pochi passi Colombo.
Luca Bassi

Guarente - Match-winner a Bologna e primato nerazzurro: "Non posso chiedere di più"

Bonate Sopra - Che Tiberio Guarente fosse l’uomo della settimana c’era pochi dubbi: la sua rete di Bologna ha infatti regalato alla Dea uno storico primo posto. Inoltre per lui, quella realizzata all’8’ del primo tempo al Dall’Ara, è stata la prima soddisfazione personale nella massima serie. Il centrocampista pisano, arrivato a Bergamo nell’estate del 2007, non poteva chiedere di più.

Guarente, per lei la
sfida di sabato avrà un sapore particolare: in quella gara, lo scorso anno, debuttò dal primo minuto con la maglia nerazzurra, prendendosi quel posto che poi sarebbe stato sempre suo.
«E’ vero, per me quello fu l’inizio di una grande stagione. Ma devo soprattutto ringraziare il mister perché ha creduto in me e mi ha dato la possibilità di giocare con continuità».

Come ha festeggiato la sua prima rete in serie A?
«Niente di particolare, una semplice serata con gli amici».

Ha rivisto quel suo tiro?

«Sì. Diciamo che sono stato bravo ma anche fortunato a farmi trovare nel posto giusto al momento giusto. Il gesto poi è stato istintivo».

Primo gol, subito decisivo.
«Quella credo proprio che sia stata la cosa veramente importante. Quei tre punti saranno fondamentali per continuare la stagione con la giusta tranquillità».

E magari con qualche ambizione in più?
«Noi dobbiamo cercare di affrontare queste prime gare, sulla carta alla nostra portata, come meglio possiamo. Sappiamo però che non sarà facile giocare contro Catania e Cagliari, due formazioni che come noi cercano la salvezza e che non hanno nulla da perdere».
Come sta vivendo questo suo periodo d’oro?
«Me lo sto godendo alla grande. Ho trovato il primo gol in serie A e l’Atalanta è prima in classifica: non potevo chiedere di più».
Si è fissato un obiettivo per questa stagione? Per esempio un numero di gol.
«Intanto no, l’importante è che l’Atalanta faccia il maggior numero di punti possibile, i gol arrivano sempre dopo, e comunque anche quelli sono ben accetti».
Luca Bassi

Le pagelle Bologna-Atalanta - Brillano i baby di Favini - Bene difesa e attacco -

COPPOLA 6,5: una bella parata sulla punizione di Volpi nella ripresa e poco altro per lui. Sicuro nelle uscite e attento tra i pali. E’ anche merito suo se la difesa sta dimostrando questa solidità.
GARICS 6,5: bravo sia nell’attaccare sia nel difendere. Dopo l’ingresso di Rivalta, l’ex-Napoli si sposta a centrocampo, offrendo comunque un’ottima copertura. Sfortunato nel beccarsi l’ammonizione in una circostanza assai discutibile.
TALAMONTI 6,5: perfetto al centro della difesa insieme a Manfredini. Di Vaio è un cliente scomodo per lui, che comunque se l’è saputa cavare alla grande.
MANFREDINI 6,5: con l’argentino forma una coppia invidiabile. I due, attenti e precisi in ogni circostanza, non commettono neanche il minimo errore. La loro affidabilità è un’importante conferma per mister Del Neri.
BELLINI 6: incerta la sua presenza fino all’ultimo, dimostra di aver superato perfettamente i problemi legati alla ginocchiata subita nella gara interna contro il Siena. Attento in difesa e sempre presente nella fase di spinta.
FERREIRA PINTO 6: entra poco nel gioco atalantino, ma come al solito, sulla fascia di competenza, percorre chilometri e chilometri. Alla fine, esausto, viene sostituito (26’st RIVALTA 6: preziosa la freschezza che porta alla difesa atalantina. Con il suo ingresso Garics viene spostato sulla linea di centrocampo).
CIGARINI 6,5: è lui il metronomo di centrocampo. Pochissimi palloni sbagliati, tanta corsa e tanto sacrificio. Coppia d’oro con Guarente (36’st DEFENDI s.v.).
GUARENTE 7,5: ecco qua la meglio gioventù. Perfetto al centro del campo, inesauribile nel coprire con grinta e qualità la difesa nerazzurra. Si inventa pure rapinatore d’area quando, con un decisivo piatto destro, regala la rete dei tre punti ai suoi. Il migliore.
PADOIN 7: anche per lui prestazione da incorniciare. Davanti si trova uno Zenoni non proprio irresistibile, che spesso e volentieri lascia tanto spazio nel quale l’esterno friulano viaggia con tranquillità. Cerci è avvisato.
DONI 6: con un briciolo di convinzione in più, nella gara di ieri, il capitano nerazzurro avrebbe potuto mettere in rete due palloni che, per un campione del suo calibro, non si dovrebbero sbagliare. Nonostante l’età però, corre moltissimo, offrendo un prezioso contributo ai compagni di centrocampo. Splendida la sua punizione che fa gridare al gol i tifosi atalantini al 40’ del primo tempo.
FLOCCARI 6,5: finalmente abbiamo rivisto il Floccari che lo scorso anno fece innamorare bergamaschi e non. Prezioso come sempre il suo lavoro, con il quale nasconde la palla ai difensori avversari e, nei pochi momenti di difficoltà, fa respirare il resto della squadra.
Luca Bassi

Del Neri: "A Bologna a giocare la nostra partita"

Zingonia - Era un Gigi Del Neri carico e allegro quello che stamattina si è presentato nella sala stampa del centro sportivo Bortolotti di Zingonia: "Andiamo a Bologna per giocarci le nostre carte - ha commentato il tecnico friulano - con la consapevolezza di poter far bene contro una squadra che va sicuramente rispettata. Loro arriveranno carichi come non mai dopo la brillante vittoria di San Siro, ma stamattina ho visto una squadra motivata e in forma. I ragazzi stanno bene e se la giocheranno alla pari". Gianpaolo Bellini intanto è stato convocato per la trasferta emiliana, anche se solo domani mattina mister Del Neri deciderà se schierare dall'inizio il terzino di Sarnico, con il conseguente spostamento di Manfredini al centro della difesa: "Lo staff medico ha confermato che è Gianpaolo è recuperato e nella rifinitura di stamattina ho visto il ragazzo abbastanza bene. Ma solo domani verrà presa la decisione definitiva".

Resteranno a casa gli infortunati Capelli, Vieri, De Ascentis, Cisse, Bonaventura e Costinha, mentre Cerci, che oggi avrebbe dovuto giochare il triangolare con la formazione Beretti contro Lecco e Inter, resterà a riposo, in attesa di svolgere nuovi esami la prossima settimana.
Luca Bassi

Cigarini brilla e l'Atalanta va - Brilante prestazione dell'ex-Parma nell'amichevole infrasettimanale

Tritium - Atalanta 0-4
Tritium primo tempo: Pomaré, Cozzi, Malgrati, Martinelli, Di Ceglie, Riva, Bortolotto, Gemmi, Mazzini, Spampati, Savarese. All. Beggi.
Tritium secondo tempo: Gatta, Ruggiero, Bega, Tamai, Falchetti, Corti, Ciotta, Gennarelli, Gambirasio, Ubizzoni, Cattaneo.
Atalanta primo tempo: Coppola, Rivalta, Talamonti, Pellegrino, D’Agostino, Guarente, Cigarini, Padoin, Ferreira Pinto, Doni, Floccari. All. Del Neri.
Atalanta secondo tempo: Consigli, Manfredini, Talamonti (20’ D’Agostino), Pellegrino, Rivalta (30’ Colombo), Defendi, Manzoni, Cigarini (20’ Guarente), Cerci, Valdes, Marconi.
Reti: 8’pt Ferreira Pinto; 25’pt Floccari, 40’pt Doni, 37’st Defendi.

Trezzo sull’Adda - Tutto facile per l’Atalanta di mister Del Neri che, nella consueta sgambata infrasettimanale, ha superato con un netto 4-0 la Tritium, formazione che milita nel campionato di serie D.
Il tecnico friulano, in cerca di conferme dopo la prima uscita vittoriosa di campionato in cui la Dea ha battuto 1-0 il Siena, può sorridere. I suoi uomini infatti, nonostante il caldo torrido di ieri, hanno espresso un ottimo gioco, lasciando poco o niente alla compagine di mister Beggi.

Ottime notizie sono arrivate da Luca Cigarini, il vero faro del centrocampo orobico, che nella gara di ieri è stato semplicemente perfetto. Altre buone novelle le hanno date l’ex pisano Alessio Cerci, sempre più sulla strada del recupero completo, e Marino Defendi che, nei 45 minuti giocati, è risultato essere il migliore in campo.

La cronaca della gara. Partono bene i nerazzurri, che dopo solo otto giri d’orologio sono in vantaggio grazie al delizioso pallonetto di Ferreira Pinto che scavalca Pomaré e si infila in rete. Al 13’ ci prova invece il capitano Doni con una velenosa punizione che il portiere della Tritium mette miracolosamente in corner. Al 25’ il raddoppio atalantino: Doni pesca Floccari a centro area e il calabrese, dopo un perfetto stop di petto, batte il portiere avversario con un sinistro potente e preciso: 2-0. Due minuti più tardi arriva la risposta della formazione di Beggi, che si rende pericolosa con un destro di Mazzini che termina di poco a lato. Al 35’ l’Atalanta sfiora il tris ma Ferreira Pinto, smarcato in area da un lancio al bacio di Cigarini, mette clamorosamente a lato. Al 39’ il solito Doni ci riprova su calcio piazzato, ma questa volta la sua punizione sfiora il sette e si spegne sul fondo. Un minuto dopo, però, lo stesso Doni trova la meritata soddisfazione personale dopo una bella azione firmata Floccari-Cigarini. All’ultimo secondo della prima frazione di gara ci prova Guarente con un destro molto potente che Pomaré mette in corner.

Nella ripresa la gara si addormenta e gli unici sussulti sono il calcio di rigore inutilmente (e giustamente) richiesto da Valdes, steso dopo una bellissima serpentina, e lo splendido pallonetto di Defendi che, al minuto 37, firma il 4-0 finale. Ma è chiaro che domenica a Bologna la musica sarà diversa.
Luca Bassi

Talamonti pezzo pregiato della difesa nerazzurra

Trezzo sull’Adda - E’ stato tra i migliori nella prima uscita di campionato contro il Siena; nell’amichevole infrasettimanale di Trezzo Leo Talamonti ha rispettato le attese. Mister Del Neri, a questo punto lo possiamo dire, non può proprio fare a meno di lui nel reparto arretrato. Archiviato il poker con la Tritium, l’argentino ha già la testa alla gara di domenica, quando i nerazzurri saranno attesi da un Bologna più motivato che mai dopo l’exploit di Milano: «Per noi sarà una partita molto difficile - ha attaccato il difensore atalantino -, ma in ogni caso cercheremo di portare a casa un buon risultato. Il Bologna, dopo la vittoria di San Siro, arriverà con il morale alle stelle, e per questo dovremo stare ancora più attenti. Il nostro però, è un gruppo più unito che mai, che saprà dire la sua».

Per Talamonti quello appena messo alle spalle è stato un precampionato perfetto: «Non ho saltato neanche un allenamento e sono pure riuscito a giocare tutte le gare amichevoli. Non a caso ora - ha continuato l’argentino - mi sento quasi al 100%, e per me sarà importante continuare così. Sono anche soddisfatto della mia buona prova contro il Siena, in cui ho sbagliato molto poco». In campo, inoltre, il Tala è sembrato uno dei leader indiscussi, sempre pronto a dare il giusto consiglio e, quando serve, il doveroso richiamo, anche se il difensore nerazzurro preferisce tenere i piedi per terra: «Questo è un compito che non mi spetta. Il capitano e unico leader è Cristiano (Doni, ndr), che sa come trattare ognuno di noi nel rettangolo di gioco».

Per la difesa intanto si continua a lavorare molto: l’obiettivo di mister Del Neri è subire meno gol rispetto alla scorsa stagione, quando la formazione bergamasca finì con un passivo di 58 reti. «In allenamento abbiamo provato moltissime cose per migliorarci dietro e già contro il Siena - ha concluso Talamonti - credo che si siano visti i primi buoni risultati».
Luca Bassi

giovedì 11 settembre 2008

Coppola ex senza rancore - "A Bologna solo panca. Ma da Pagliuca imparai moltissimo"

Zingonia - Per Ferdinando Coppola la partita di domenica contro il Bologna sarà una sorta di ritorno al passato. Il portiere partenopeo infatti, dopo essere cresciuto nelle giovanili del Napoli, ha passato 3 stagioni in Emilia, senza però collezionare presenza in campionato. «Quella per me - ha commentato il portierone in comproprietòà tra Atalanta e Milan - fu comunque una parentesi molto importante della mia carriera».

Come rivive quei tre anni in Emilia?
«A Bologna sono stato accolto e trattato molto bene. Il mio arrivo in rossoblu però fu molto strano. Solo un giorno prima infatti ero stato protagonista di una prestazione poco brillante (Napoli-Bologna 1-5, ndr) ma la dirigenza bolognese credetto lo stesso in me. Fui così preso pr fare da secondo a Pagliuca che in quegli anni, nonostante l’età, stava ancora molto bene e per me, Coppa Italia esclusa, ci fu pochissima possibilità di mettermi in mostra».

Qualche rimpianto per essersene andato così giovane dalla sua Napoli?
«Forse sì. Magari con un po’ di pazienza avrei potuto insistere e aspettare il mio momento, ma allora ero molto giovane e decisi di andarmene per provare a giocare con continuità. A Bologna non trovai comunque tanto spazio, ma capì che fu la scelta giusta perché il tanto lavoro che svolsi in quei tre anni mi permise di crescere molto».

Nessun rancore quindi con Bologna e con i bolognesi? «Assolutamente no. Da parte mia non c’è nessuna voglia di rivincita, anche perché i dirigenti di allora non ci sono più».

Che avversaria si aspetta Coppola per domenica? «Dovremo stare molto attenti. Loro arrivano con il morale alle stelle dopo la promozione dello scorso anno e, soprattutto, dopo la splendida vittoria di San Siro. Ma dovranno comunque stare attenti perché noi andremo a giocarci le nostre carte».

Di fronte vi troverete attaccanti dal grande passato e altri dal roseo futuro come Di Vaio e Bernacci. «Il Bologna effettivamente può disporre in attacco di un potenziale da fare invidia a molte squadre. Di Vaio ha alle spalle grandi annate in quel di Parma e Torino e adesso, in rossoblu, può trovare motivazioni importanti, Adailton è uno che può sempre far male, Marazzina invece la porta la vede con estrema felicità mentre Bernacci, che nei mesi scorsi sarebbe potuto arrivare a Bergamo, è ancora giovane e può migliorare tantissimo ma già ora può dire la sua».

La sua difesa però è partita col piede giusto. «E’ vero, contro il Siena siamo stati perfetti, e se qualcuno commetteva il minimo erroee arrivava il compagno a rimediare. Ma ogni domenica è un test diverso e importante. Dovremo essere bravi per farci sempre trovare pronti».

Da napoletano, come vive invece queste ore di condanna per il tifo violento partenopeo? «Queste sono situazioni sempre brutte da commentare. Giusto però trovare decisioni veloci, anche drastiche. Ma purtruppo, a pagare, sono anche quelle persone che allo stadio ci vanno solamente per guardare la partita».

Luca Bassi

venerdì 5 settembre 2008

Le pagelle di Atalanta - Siena. Talamonti, un baluardo insuperabile. Bene Garics - Difesa promossa in blocco -

Coppola 6: pronti via e arriva subito un pericolo dalle sue parti. Il portierone campano però ci mette la manona e devia in corner. Per il resto del match non arrivano dalle sue parti grossi pericoli.
Garics 7: grande stato di forma e grande intelligenza tattica. Piedi buoni e velocità. A questo ragazzo non manca proprio niente. E nel match di ieri è stato semplicemente perfetto. Galloppa non è infatti mai passato dalle sue parti. Da riproporre.
Talamonti 7: il centrale argentino, che molti davano come sicuro panchinaro, è stato uno dei protagonisti della gara nerazzurra. Sempre perfetto e puntuale su Maccarone, che non gli è mai scappato.
Manfredini 7: ecco qua la nota più lieta della giornata atalantina. In difesa è praticamente insuperabile, al centro o a sinistra per lui cambia poco. Mister Del Neri può davvero sorridere, la sua intuizione era giusta. Questo Manfredini è forse il miglior colpo per la retroguardia nerazzurra.
Bellini 6: un duro colpo alla coscia destra lo costringe ad abbandonare il campo nell’intervallo. Fino ad allora, il terzino di Sarnico, si era comportato egregiamente sulla fascia sinistra (1’st Pellegrino 6,5: sostituisce il vicecapitano, prendendo il posto di Amnfredini al centro della difesa. Calaiò non gli crea grossi grattacapi e lui amministra la situazione con la solita esperienza).
Ferreira Pinto 6: assist decisivo e poco altro. Il gran caldo non ha di certo favorito le sue veloci discese sulla destra, ma l’esterno di Quinta do Sol non è quasi mai riuscito a superare il modesto Rossi. Esausto, ha lasciato poi il posto a Capelli (36’st Capelli s.v.: riesce nella difficile impresa di farsi ammonire dopo due soli minuti dal suo ingresso in campo).
Manzoni 6,5: frenato nei primi minuti dall’emozione del debutto nella massima serie, il giovane fantasista di Crema dà il là all’azione che si chiuderà con la rete decisiva di Padoin. Il suo colpo di tacco delizia il pubblico e fa capire a tutti come sono fatti i suoi piedi. L’infortunio di De Ascentis e l’improvviso stop di Cigarini gli hanno messo sul piatto d’argento questa possibilità, che lui ha preso al volo. Mister Del Neri ora sa che avrà una pedina importante in più per il suo scacchiere (8’st D’Agostino 6: la voglia di mettersi in mostra è davvero parecchia, tanto che spesso, in cerca della giocata "di troppo", finisce per perdere la palla. Ma il buon Antonino ieri ha comunque fatto la sua bella figura).
Guarente 6,5: inizia male, perdendo un pericoloso pallone che dà il via alla prima palla gol dei senesi, ma si riprende presto, tornando il solito geometra di centrocampo pronto pure a rubare palla. Nel finale sfiora la sua prima soddisfazione in serie A, quando l’attento Curci si fa trovare pronto di fronte alla sua sforbiciata di destro.
Padoin 6,5: dopo l’ottima gara contro il Modena, l’ex-Vicenza ha regalato a mister Del Neri e a tutti i tifosi nerazzurri le risposte che volevano da lui. Rete decisiva e prestazione più che sufficiente. In attesa di Cerci, godiamoci questo Padoin.
Doni 5,5: sarà forse stato il gran caldo o forse l’età che comincia a farsi sentire, fatto sta che quella di ieri, per il capitano nerazzurro, è stata una prestazione sottotono. Da un campione come lui infatti non ci possiamo aspettare certi errori. Ma siamo anche sicuri che il nostro capitano saprà rifarsi al più presto, magari già nella trasferta di Bologna del prossimo 14 settembre.
Floccari 5,5: gambe pesanti e poche idee. Sergio Floccari, dopo una stagione da incorniciare, sta facendo un po’ di fatica a trovare la giusta forma. Ma la cosa non deve preoccupare più di tanto i tifosi della Dea, che vedono nel buon Sergio il centravanti ideale per lo scacchiere di Del Neri. La condizione ideale e i gol arriveranno, basta avere un po’ di pazienza. Se poi in sua assenza a segnare ci pensano altri meglio ancora.
Luca Bassi

La Nord contro l'Eco - La contestazione. I tifosi con striscione e volantini: "Su di noi scritte falsità"

Rovetta - Nonostante il giorno feriale, anche ieri è stata una grande festa nerazzurra. Anche se sugli spalti, sponda ultras, è andata in scena una dura contestazione contro «L’Eco di Bergamo». Il quotidiano di via Papa Giovanni infatti, è finito nel mirino del tifo organizzato atalantino, che ha riservato alla testata un lungo striscione, appeso proprio dietro alla porta situata alla sinistra della tribuna del campo sportivo, che recitava: «Sporco, falso, prevenuto. L’Eco: questa è la vostra verità».
Non sono mancati poi mancati i consueti cori indirizzati ai giornalisti, mentre alcuni esponenti della Curva Nord, prima del fischio d’inizio della gara contro il Pergocrema, hanno distribuito ai tifosi presenti in tribuna, un volantino, nel quale si spiegava con chiarezza il motivo della contestazione: «L’Eco di Bergamo continua nella campagna di slealtà e disinformazione per delegittimare e demolire la Curva Nord - si legge -. Ormai al Bugiardino sono talmente ossessionati dall’obiettivo di denigrare gli ultrà atalantini che inventano, falsificano e strumentalizzano le notizie».Le gocce che avrebbero fatto traboccare il vaso, secondo il tifo organizzato nerazzurro, sarebbero arrivate nel giornale di martedì e in quello di ieri: «"Ultrà attaccano i rom, ma ora vogliono aiutarli" - si legge sul volantino distribuito -. All’interno, un titolo a tutta pagina: "Molotov contro i rom, ora li vogliono aiutare. La richiesta di due ultrà dell’Atalanta finiti ai domiciliari per un assalto a un campo a un campo nomadi nel lecchese". Oggi, ancora, in prima pagina: "I rom rispondono agli ultrà dell’Atalanta». Tutto questo, secondo gli ultras nerazzurri, non sarebbe altro che una strumentalizzazione, come spiegato nelle righe che seguono: «I due ragazzi lecchesi sono definiti ultrà dell’Atalanta solo perché sono venuti un paio di volte al Comunale. Nell’articolo - si chiedono gli autori del volantino - perché non hanno definito i responsabili semplicemente due lecchesi o due esagitati o due ragazzi o due operai o due ventenni, ma invece due ultrà dell’Atalanta?».I tifosi organizzati autori del volantino hanno poi chiuso con una promessa verso la testata locale: «A L’Eco facciano quello che vogliono; noi d’ora in poi risponderemo (senza alcun vittimismo) colpo su colpo per smascherare, a suon di striscioni, volantini e cori, tutte le falsità che si leggono nei confronti della Nord. Chissà - si legge in conclusione - che qualcuno apra gli occhi!».
Luca Bassi

Padania campione in Lapponia - Anche il leader del Carroccio Bossi in campo ad esultare

Bergamo - La nazionale padana è campione del mondo delle nazioni non riconosciute. Battendo per 2 a 0 in finale la formazione degli Aramaici (Siria) la squadra di calcio della Padania ha così vinto la «Viva World Cup» a Gallivare, in Lapponia. Al fischio finale che ha decretato la vittoria della squadra del Carroccio, il leader della Lega Nord nonché ministro delle riforme, Umberto Bossi, è sceso dagli spalti ed è entrato in campo per esultare con giocatori e tifosi presenti, una quarantina di persone che avevano raggiunto la cittadina di Gallivare nei giorni scorsi con una carovana di camper.
La marcia trionfale della Padania è stata semplicemente perfetta: dopo la facile vittoria nella prima partita con la Provenza per 6 a 1 - reti di Cossato, Ferrari e doppiette di Salandra e Ligarotti -, la nazionale allenata da mister Leo Siegel si è sbarazzata di Kurdistan - 2 a 1 con reti di Gentilini e Salandra -, Lapponia - 2 a 0 grazie a Cossato e Ligarotti - e degli aramaici per 4 a 1 - con reti di Cossato, Salandra e doppietta di D’Alessandro -. Nella finale gli stessi aramaici sono poi stati battuti per 2 a 0 grazie alle reti dell’ex AlbinoLeffe Colombo e di Ligarotti. Dopo il triplice fischio finale, tra un generale sventolio di bandiere raffiguranti il Sole delle Apli, la nazionale padana è stata premiata dagli organizzatori della manifestazione, sotto gli occhi commossi del leader Umberto Bossi e dei tifosi leghisti. Capocannoniere del torneo è stato il "nostro" Stefano Salandra, che con i suoi quattro gol ha trascinato i padani fino al trionfo finale. Il prossimo 13 dicembre l’assemblea delle nazioni non riconosciute deciderà a chi assegnare l’organizzaione della prossima edizione, che molto probabilmente verrà anticipata al 2009 per non coincidere con il campionato mondiale che invece si svolgerà in Sud Africa. La Padania, come confermato dal promoter Claudio Gallo, presenterà la sua candidatura.
Luca Bassi

Ultras contro Vieri - Cori, striscioni e insulti ieri mattina alla presentazione dell'attaccante

Zingonia - Dentro al centro sportivo Cesare e Achille Bortolotti i primi sorrisi e le prime battute da nerazzurro di Bobo Vieri, appena fuori dai cancelli gli ultras con la loro rabbia per la decisione della società di puntare per la terza volta sul bomber che solo un anno fa lasciava Bergamo per accasarsi a Firenze. La contestazione, già annunciata e facilmente prevedibile dopo le ultime settimane di polemica, si è però poi allargata anche a società e giornalisti. I dirigenti, colpevoli di aver preso Vieri nonostante l'evidente malumore di parte del tifo arganizzato, hanno così subito la prima contestazione dell'era Osti. Al dt orobico è infatti arrivato il primo attacco degli ultras, che hanno voluto testimoniare la loro contrarietà con un lungo striscione che recitava: «Nel ruolo del tifoso esiste il sentimento, mentre per te dirigente solo l'aumento. Osti rispetto!».
Ovviamente, la maggiore attenzione gli ultras l'hanno riservata al protagonista della giornata Bobo Vieri: in pochi si aspettavano la sua uscita dal cancello principale - quello appunto presidiato da circa un centinaio di ultras inviperiti -, e quando Christian, scortato da una macchina della Digos, è passato a pochi centimetri da Bocia e compagnia bella si è pure temuto il peggio, ma alla fine, grazie alla sgasata della potente berlina di Bobo, non è successo nulla di rilevante, nonostante le minacce e gli insulti della tifoseria. La macchina di Vieri infatti non è stata toccata nemmeno da un sassolino. La situazione però non si è calmata: l’uscita di Bobo dal cancello principale ha lasciato via libera alla furia degli ultras, e per gionalisti e cameraman sono stati attimi di tensione, fortunatamente risolti dal buon senso, visto che nessun tifoso è entrato nel cancello. Solo un operatore televisivo è stato sfiorato dal lancio di un fumogeno, senza però riportare conseguenze. La situazione si è così calmata è gli ultras hanno abbandonato la loro postazione, liberando il passaggio alle auto fermate in coda per circa una mezz’ora, dopo aver attaccato i loro lunghi striscioni sul cancello del centro sportivo di Zingonia, con i quali hanno manifestato il loro dissenso dalla scelta della società.

Luca Bassi

lunedì 23 giugno 2008

La Dea tratta Angeleri - Mercato Atalanta. Nerazzurri vicini all'Argentino.

Bergamo - E’ finalmente arrivata l’indiscrezione che da tempo aspettavamo: la Dea pare infatti che abbia messo le mani su Marcos Alberto Angeleri, detto «Mambru». Il viaggio argentino di Carlo Osti e di Alessandro Ruggeri non era dunque stato fatto solo per il riscatto di Maxi Pellegrino, ma nella gita sudamericana è stato difatti trovato il tassello nerazzurro che mister Del Neri da tempo aspettava dal dt orobico.
L’argentino, tempo fa cercato anche dalla Fiorentina di Pantaleo Corvino, può ricoprire anche il ruolo di esterno destro avanzato, mettendo così in mostra le sue spiccate doti offensive che non mettono comunque in secondo piano la sua bravura anche nel ricoprire il ruolo di copertura in fase difensiva. Angeleri, passaporto italiano, è stato protagonista della vittoria del campionato di Clausura del 2006 e potrebbe essere venduto dall’Estudiantes senza troppi problemi: la società argentina infatti, sta cercando di fare cassa vendendo i suoi gioiellli per poter completare la costruzione del nuovo stadio. Non a caso la squadra allenata dall’ex Lazio Nestor Sensini ha appena venduto il talento Pablo Piatti - già seguito anche dall’attento Osti - all’Almeria per la cifra di sette milioni di euro, niente di esorbitante. Per il momento comunque pare non ci sia ancora niente di fatto, ma il dt orobico è tornato dal viaggio sudamericano forte della parola ricevuta dal terzino, che proprio due giorni fa ha pure rilasciato un’intervista, nella quale salutava i suoi compagni dell’Estudiantes: «Ho una certa nostalgia perché si sta avvicinando il momento di partire - ha dichiarato al quotidiano di La Plata Diario Hoy - adesso voglio godermi gli ultimi giorni con i miei compagni (domenica l’ultima partita contro l’Olimpo, ndr)». Ma dalla sua bocca nessuno è riuscito a togliergli la squadra che lo sta per acquistare: «La mia partenza non è ancora un fatto assodato - ha continuato -, ma tutto dovrebbe definirsi la prossima settimana. Tutto sembra indicare che guarderò l’Argentina da molto lontano e che dalla settimana prossima dovrò iniziare a studiare una nuova lingua».Il resto del mercato atalantino resta però bloccato dalla risoluzione delle comproprietà, che, nel caso in cui le società in questione non dovessero trovare un accordo, finirà alle buste che verranno aperte il prossimo 25 giugno. Per Fernando Tissone Atalanta e Udinese sono ancora troppo lontane per trovare un accordo che, a quanto pare, non arriverà. Bloccato anche l’affare Robert Acquadresca, con Cagliari e Inter nella stessa situazione: Carlo Osti attende di sapere da che parte finirà l’attaccante italo-polacco per provare a piazzare colpo, mentre Daniele Vantaggiato e Davide Succi restano, insieme a Cristian Vieri, le piste più percorribili per il ruolo di secondo attaccante. Ma sempre ieri, da Verona è rimbalzata una notizia che ha scosso il mercato nerazzurro: il dt orobico pare infatti che abbia fatto un sondaggio per Victor Obinna e Erjon Bogdani, anche se entrambe le piste appaiono in salita visto che il nigeriano è a un passo dal Napoli e l’albanese è reduce da un brutto campionato con la maglia del Livorno.Quella di ieri inoltre, doveva essere la giornata decisiva - o quasi - per portare in nerazzurro Stefano Guberti e Simone Pesce, ma l’incontro, come ci ha confermato l’agente dei due, Caludio De Nicola, è slittato a martedì.Tutto in stand-by anche per quanto riguarda l’approdo di Sergio Floccari al Palermo, con il ds rosanero Rino Foschi che nella giornata di ieri ha piazzato il colpo Igor Budan. Ma l’affare non è comunque a rischio. Infine, per quanto concerne il capitolo Moris Carrozzieri, oggi potrebbe essere il giorno giusto per chiudere proprio coi siciliani.
Luca Bassi

Bobo, contratti milionari e tanta sfortuna - L'attaccante sta per tornare a Bergamo

Bergamo - E’ proprio vero che certi amori non si scordano mai. Quello tra l’Atalanta e Christian Vieri pare proprio uno di questi e, forse per nostalgia o forse per mancanza di alternative - sicuramente non per motivi economici -, le due parti pare stiano per riunirsi per la terza volta. Nell’estate del 1995, l’allora ds Nicola Radici, vede nel potente attaccante del Venezia il tassello giusto per completare il suo attacco, già composto da Domenico Morfeo e Sandro Tovalieri. Il buon Christian non smentisce il fiuto di Radici, e già dalle prime apparizioni fa capire a tutti di che pasta è fatto: nelle prime tre giornate mette infatti a segno altrettante reti, contro Parma, Roma e Napoli. Complice un infortunio, Vieri resta per qualche settimana lontano dai campi di gioco, ma quando torna disponibile si fa subito notare.

Dopo il gol nel 2 a 2 contro il Piacenza - in quell’occasione va a segno anche l’indimenticabile Chicco Pisani -, l’attaccante di Bologna mette a segno il gol nella sconfitta di Bari e, una settimana dopo, una doppietta nella vittoriosa trasferta di Cagliari. La splendida annata di Bobo non passa di certo inosservata ad una volpe di nome Luciano Moggi, che subito mette le mani su di lui per la sua Juventus fresca campione d’Europa. A Torino ci resterà per una sola stagione, quella 1996-1997, in cui arriverà a disputare la finale della Champions League persa poi contro il Borussia Dortmund. A fine anno viene ceduto per una cifra record ad un ambizioso club spagnolo, l'Atletico Madrid. Nonostante qualche problema fisico Christian Vieri ripaga appieno lo sforzo della società e vince la classifica capocannonieri in Spagna, diventando El Pichichi realizzando 24 gol in 24 partite. Dopo l'ottimo Mondiale di Francia del 1998, dove segna 5 gol trascinando l'Italia fino ai quarti di finale contro i padroni di casa, arriva il ritorno in patria, alla Lazio, con la quale vince la Coppa delle Coppe, realizzando, tra l'altro, il primo dei due gol con cui i biancocelesti liquidano (2-1) il Maiorca in finale. Viene poi ceduto all'Inter, nell'estate 1999, per la cifra record di 90 miliardi di lire. Con la maglia nerazzurra gioca 190 gare ufficiali con 123 gol (103 in campionato, 12 nelle coppe europee, 8 in Coppa Italia). Il 5 luglio 2005, alcuni giorni dopo aver risolto il contratto che lo legava all'Inter, firma un contratto biennale con l'altro club di Milano, il Milan, fino al giugno 2007. Dopo aver segnato appena un gol con i rossoneri, nel gennaio 2006 si trasferisce al Monaco, ma a marzo riporta un serio infortunio, che lo costringe a rinunciare ai Mondiali di Germania 2006. Nel giugno dello stesso anno firma un contratto annuale con la Sampdoria per la stagione 2006-2007, per poi rescinderlo nell'agosto della stessa stagione, senza neanche aver messo piede in campo. Dopo alcune settimane firma sempre un annuale con l'Atalanta, secondo il quale il suo ingaggio sarà pesato rispetto al contributo che riuscirà a dare alla squadra. La prima convocazione con i neroazzurri arriva il 17 aprile 2007, in vista della gara di campionato contro l'Empoli, nella quale entra e gioca i 20 minuti finali. Il 6 maggio Bobo torna in rete in serie A con uno splendido pallonetto da quaranta metri con il quale batte Manninger nella gara interna con il Siena. Nell’ultima stagione, Christian Vieri ha militato nella Fiorentina, realizzando tra campionato e coppa Uefa nove reti, tutto sommato un buonissimo bottino se si pensa che non è partito quasi mai titolare. Inoltre, Vieri ha esordito con la Nazionale italiana il 29 marzo 1997 in Italia-Moldavia 3-0, partita in cui ha realizzato il millesimo gol nella storia della Nazionale azzurra.

Adesso, persi Marco Bernacci e Robert Acquafresca, il dt orobico Carlo Osti sembra intenzionato a puntare su di lui, magari per una coppia-gol con Sergio Floccari, che nelle ultime ore pare si sia allontanato da Palermo.
Luca Bassi

giovedì 22 maggio 2008

Manchester United - Chelsea : le pagelle

Manchester United

Van der Sar 7: regala la coppa ai suoi e un sorriso in più a Cristiano Ronaldo. Nei 120' di gioco non deve fare chissà che, ma mette in mostra un'uscita imbarazzante e una scivolata goffa in occasione del pareggio di Lampard. Quel rigore parato gli assicura comunque un posto in copertina.
Brown 6,5: controlla bene le sovrapposizioni tra Malouda e A. Cole ma soffre l'inserimento di Kalou. E' ottimo il cross per l'1 - 0 di Ronaldo. (20' sts Anderson 6: inserito in ottica rigori, realizza con freddezza il suo tiro dagli 11 metri)
R. Ferdinand 7: non sbaglia nulla. Insuperabile tanto nel gioco areo quanto in velocità. Colonna.
Vidic 5,5: quando vuole pungere, il Chelsea attacca dalle sue parti. Bravo nel gioco areo ma parecchio disattento.
Evra 6,5: sulla corsia di sinistra forma con Ronaldo un tandem esplosivo. Pericolosissimo in fase offensiva e ottimo in copertura.
Hargreaves 6: è una pedina fondamentale nel centrocampo di Ferguson. Gli sono mancati i suoi classici inserimenti a fari spenti che spaccano in due le difese. Glaciale dal dischetto.
Carrick 6,5: è il vero faro del centrocampo. Corre, imposta, spezza il gioco avversario, va vicino al gol e realizza il proprio rigore. Un giocatore completo.
Scholes 6: si spacca il naso in uno scontro di gioco con Makelele ma, da vero lottatore qual'è, resta in campo. Un troppo nervoso. (42' st Giggs 7: nella serata in cui diventa il primatista assoluto per numero di presenze con la maglia dello United alza anche la sua seconda Coppa Campioni. Sarebbe stato un sogno vedere entrare quel pallone al 10' del primo tempo supplementare. Leggenda.)
Tevez 6,5: è letteralmente una furia. Sembra caricato a molla. Corre e pressa per 120' e nonostante tutto ha ancora la freddezza per trasformare il rigore.
Rooney 5: non entra mai in partita. Certo i compagni non lo cercano molto ma da uno come lui ci si aspetta sempre la giocata decisiva. (11' pts Nani 6: aggiunge vivacità alla manovra offensiva dei suoi. Anche lui va a segno dal dischetto)
C. Ronaldo 7,5: è sicuramente l'uomo che ha acceso la partita. Apre le danze con un colpo di testa da centravanti e porta a spasso Essien per 120'. Rischia le caviglie in più di un'occasione. Deve ringraziare Van der Sar per avergli levato dalle spalle un peso che sarebbe stato insostenibile. Genio e sregolatezza.

Chelsea

Cech 7:
sono veramente straordinarie le parate su Tevez e Carrick nel primo tempo. Non può nulla sul colpo di testa di quel fenomeno con il numero 7 ma si rifà alla grande ipnotizzando il portoghese dal dischetto.
Essien 5,5: soffre terribilmente Ronaldo e non lo prende praticamente mai. Si fa vedere raramente in avanti anche se entra nell'azione del pareggio dei Blues.
Terry 6,5: per lui la serata era stata trionfale fino a quel maledetto rigore. Dalle sue parti non passa nessuno e quel salvataggio su Giggs è stato qualcosa di straordinario. Purtroppo per lui quella zolla lo ha tradito. Destino beffardo.
Cavalho 5: in partita lo si vede solo quando attenta alle caviglie di Cristiano Ronaldo.
A. Cole 6: spinge in continuazione ma trova poca fortuna. Segna dal dischetto.
Ballack 6: partita di alti e bassi dove se non altro ha il merito di dare una scossa ai suoi. Freddo dal dischetto ma non serve a nulla. Perde la seconda Champions della sua vita dopo quella con il Bayer Leverkusen.
Makelele 6: in mezzo al campo è un leone. Ingaggia un duello fisico e verbale con Scholes a cui non molla un centimetro di campo.(20' sts Belletti 6: calciare un rigore senza mai aver toccato palla durante la partita non è certo facile ma lui realizza senza problemi.)
Lampard 7: che fosse il trascinatore dei Blues non c'erano dubbi. Si carica la squadra sulle spalle nei momenti difficili e rimette in equilibrio il risultato con un gol da rapace dell'area di rigore. Va a un passo dalla doppietta. Segna con estrema tranquillità anche il rigore. Dedica scontata per la madre. Leader.
J. Cole 5: clamorosamente fuori dal gioco e dalla partita. Al 90' spreca l'unica occasione che si crea durante tutta la partita. Assente ingiustificato. (9' pts Anelka 5: oltre a non entrare mai nel gioco durante i supplementari calcia un rigore inguardabile.)
Drogba 5,5: prende un palo clamoroso ma è uno dei pochi acuti di una partita opaca. Si fa cacciare per un buffetto a Vidic. Ingenuo.
Malouda 5,5: si trova davanti un Brown in serata di grazia. Non riesce mai a sfondare. (3' pts Kalou 6,5: con il senno di poi forse meritava di partire titolare in questa partita. Non lo prendono mai. Gazzella.)

Samo

Champions League : Manchester United - Chelsea 1 - 1 (7 - 6 dcr)


Le lacrime di John Terry e le lacrime di Ronaldo. La disperazione del capitano dei Blues e la gioia del portoghese. Alla fine sull'unico trono disponibile ci è salito il Manchester United. I Red Devils se la sono vista molto brutta ma alla fine sono riusciti ad aggiornare la bacheca con la terza Champions della loro storia. Continua la maledizione United per il Chelsea: quest'anno i Blues si sono fatti soffiare dai rivali il Community Shield, la Premier e ora anche la Champions.
Una partita bloccata, come da tradizione, nel primo quarto d'ora. Poi sale in catedra Cristiano Ronaldo, probabilmente l'uomo più atteso: doppio passo che manda al bar Essien e cross in mezzo metro, appena alto per Hargreaves.
E' l'episodio che infiamma la partita: lo United preme, il Chelsea ci prova in contropiede.
Al 26' buona combinazione Brown-Scholes-Brown sull'out di destra e cross in mezzo del terzino che pesca il capoccione di Ronaldo. Stacco imperioso da centravanti purissimo e palla nell'angolino alla destra di Cech. 1 - 0.
Il Chelsea reagisce da grande squadra ma rischia grosso in contropiede. Solo uno strepitoso Cech tiene a galla i Blues prima sul colpo di testa in tuffo di Tevez e poi sul piazzato di Carrick dal limite dell'area.
Lo United vede la possibilità di chiudere il discorso già nel primo tempo e continua a spingere. Un cross insidiosissimo di Rooney dalla destra mette in difficoltà Makelele e Cech che non si intendono e lasciano sfilare il pallone. Alle loro spalle sbuca Tevez che va a un passo dal tap in.
Quando il primo tempo sembra scivolare via sull'1 - 0 il Chelsea trova la fiammata vincente: destro senza pretese di Essien che però viene deviato e favorisce Lampard. Il numero 8 in maglia Blues si trova a tu per tu con Van der Sar e non può fallire. E' 1 - 1.
Nella seconda frazione di gara il Chelsea prende le misure e mette un pò di pressione allo United. E' il solito Cristiano Ronaldo a tenere in apprensione la difesa avversaria: il portoghese sfodera un paio di numeri da stropicciarsi gli occhi e diventa (inevitabilmente) oggetto di una specie di caccia all'uomo.
Il Chelsea è nervoso ma sembra avere la possibilità di mandare ko il Manchester: Drogba colpisce un palo clamoroso al 33' dopo una giocata da fenomeno assoluto e in altre due occasioni va vicino al gol anticipando i difensori del Manchester. L'ultimo brivido dei tempi regolamentari arriva al 44', quando Joe Cole entra in area ma perde il tempo della conclusione.
Si va ai supplementari.
Il primo tempo supplementare inizia col botto. Al 4' Lampard centra la traversa dopo una gran girata di sinistro in area, al 10' Terry salva incredibilmente il sinistro a botta sicura e a porta vuota di Giggs.
Nel secondo tempo supplementare la stanchezza la fa da padrona. Giocatori nervosissimi, volano gialli a destra e a manca e un rosso per Drogba. Non succede praticamente nulla e si va ai calci di rigore.
Inizia lo United. Tevez, Ballack, Carrick e Belletti fanno tutti il proprio dovere. Tocca a Ronaldo: solita rincorsa lunga interrotta a metà, ma Cech resta immobile e lo ipnotizza. Segnano Lampard, Hargreaves, A. Cole e Nani. Per l'ultimo rigore si presenta sul dischetto il capitano dei Blues, John Terry. JT appoggia male il piede sinistro sul terreno di gioco e scivola prima di calciare: la palla spiazza Van der Sar ma si stampa sul palo. Il Manchester è salvo e si riparte con la lotteria. Segnano Anderson, Kalou e Giggs. Sul dischetto va Anelka. Van der Sar prima lo innervosice e poi gli respinge il rigore che manda in lacrime John Terry e porta il Manchester sul tetto d'Europa.

Samo

mercoledì 21 maggio 2008

Waiting for...Moscow 2008

I più sfortunati avevano iniziato il 17 Luglio con l'andata del primo turno preliminare. Al via erano in 76, ora ne sono rimaste solo 2. La Champions League 2007/2008 è ormai arrivata al capolinea. Sarà la prima finale tutta inglese nella storia della competizione e di fronte si trovano le due squadre che in questa stagione si sono giocate praticamente tutto, dal Communty Shield alla Premier. Ora la finale di Champions, l'obiettivo forse più prestigioso. Manchester United contro Chelsea, Ronaldo contro Drogba, Ferguson contro Grant. I Red Devils arrivano alla finale da imbattuti, 9 vittorie e 3 pareggi, e possono contare su Cristiano Ronaldo, che guida la classificica marcatori con 7 reti. Il Chelsea arriva alla finale con l'unico neo della sconfitta di Istanbul con il Fenerbahce. Nella stagione in cui hanno perso Josè Mourinho i Blues raggiungono la prima finale di Champions della loro storia.
Il teatro della sfida sarà lo stadio Luzhniki di Mosca che, per l'occasione, si è rifatto il look: tolto il tradizionale tappeto di erba sintetica, il campo di gioco è stato rizollato con erba naturale.
Attesi oltre 80 mila spettatori che provvederanno sicuramente a riscladare un clima che, alle 22 e 45 di Mosca, non sarà certo dei più caldi.
Lo United dovrebbe presentarsi con il solito modulo, un 4-3-3 mascherato da 4-5-1. Davanti a Van der Sar linea a 4 con Vidic e Ferdinand centrali, Brown e Evra sulle corsie. Centrocampo muscolare con Scholes, Carrick e Hargreaves supportati da Ronaldo e Tevez. In avanti Rooney.
Praticamente identico il modulo dei Blues: Cech tra i pali, Essien, nell'insolito ruolo di terzino destro, Carvalho, Terry e A. Cole in difesa; Ballack, Lampard e Makelele in mezzo; Joe Cole e Kalou un pò più avanzati a sostegno di Drogba.
Dopo il botta e risposta nelle conferenze stampa di ieri Ferguson e Grant si sono divisi attenzione e titoli sui giornali, ma stasera non c'è spazio per tutti e due.
C'è solo un posto a disposizione. Una sola coppa. Un solo trono: quello dove verrà incoronata la più forte d'Europa.

Samo

lunedì 19 maggio 2008

Le pagelle nerazzurre di Atalanta-Genoa - Standing ovation per Doni. Marconi, impegno premiato

Coppola 6: anche ieri è stato spesso insicuro nelle uscite. Per il resto poco lavoro per lui, visto che di tiri in porta genoani non ce ne sono stati.
Rivalta 7.5:
un vero e proprio muro. Dalle sue parti è infatti impossibile passare. Fantastico quando al 3’ della ripresa impedisce a Konko di realizzare un gol sicuro.
Capelli 6.5:
sicuro al centro della difesa. Il difensore di Grumello del Monte si è fatto anche trovare pronto in fase offensiva, con un paio di occasioni che ha cercato di sfruttare.
Pellegrino 6:
non è stato proprio impeccabile nel tempo che ha giocato (1’st Fissore 6: pasticcione con la palla tra i piedi, si è comunque reso protagonista di una prova positiva sulla fascia destra).

Ferreira Pinto 6:
non riesce ad incidere come dovrebbe, ma sulla destra si è sempre fatto trovare pronto quando chiamato in causa. Nel finale
si mangia un gol già fatto.
De Ascentis 7:
quello di ieri è stato un De Ascentis d’annata, protagonista della sua miglior prova con la maglia nerazzurra. Nella ripresa si è addirittura tolto lo sfizio di regalare allo spettacolo un passaggio di tacco. E’ stato lui ieri il Ronaldinho di Bergamo.
Guarente 6.5:
anche ieri il pisano ha cercato la via del gol in tutti i modi, ma la dea bendata non ha proprio voluto saperne di aiutarlo a trovare la sua prima soddisfazione in serie A. La su
a prova, come del resto la sua stagione, è stata comunque ottima. Speriamo sia coronata da un biglietto aereo per Pechino. Applauditissimo (31’st Tissone s.v.).
Padoin 6: l’abbiamo visto protagonista di prestazioni più belle e convincenti. Sulla sinistra si è reso comunque pericoloso in varie occasioni. Da incorniciare il grande gesto che l’ex Vicenza ha compiuto al 22’ della ripresa, quando lanciato a rete, si è fermato per permettere i soccorsi all’infortunato Konko. Di ragazzi così in campo ce ne vorrebbero ancora. Un esempio da seguire per tutti i bambini presenti al Comunale ieri.
Doni 6.5:
Milanetto, che avrebbe dovuto cercare di neautralizzarlo, non l’ha praticamente mai visto. Fantastica la punizione con cui ha sfiorato il gol. Del Neri gli ha poi regalato una meritatissima standing ovation (35’st Marconi 6.5: ecco qua il battesimo di quel giovane giocatore che sicuramente ha un futuro radioso di fronte a sè. Gol facile facile, frutto però di tanto impegno).

Floccari 7:
quella di ieri è stata la consacrazione di un vero e proprio grande giocatore, che sicuramente sarà uno dei pezzi grossi del prossimo calciomercato. Ventisette anni, una carriera ancora da scrivere - noi speriamo ancora a Bergamo - e tante soddisfazioni da togliersi. Il gol è da considerarsi un vero e prorio capolavoro, ovviamente da dividere con Tiberio Guarente, grande ispiratore.

Luca Bassi