venerdì 5 settembre 2008

Ecco il primo lago della città - Bergamo. Un'oasi verde di 70mila metri quadrati

Bergamo - Mentre continuano incessanti i lavori del cantiere del nuovo ospedale di Bergamo, prende ufficialmente vita il suo parco. Quella inaugurata ieri mattina, con i suoi 70mila metri quadrati di prati, cinque chilometri di vialetti e alberi d'ogni tipo, è l'area verde più grande dell'intera città. Presenti al taglio del nastro il sindaco Roberto Bruni, l'assessore all'Ecologia Fausto Amorino e l'assessore ai Lavori pubblici Carlo Fornoni oltre al progettista e direttore dei lavori Giuseppe Pasinetti. «Questo è solo il primo passo verso la completa attuazione del nuovo ospedale - commenta il sindaco Bruni -. Da parte dell'intera amministrazione c'è grande soddisfazione per come si sono svolti al meglio i lavori».
Grande soddisfazione anche nelle parole dell'assessore Fornoni: «Partendo dal presupposto che si tratta di un parco bellissimo, è fondamentale sottolineare che questo è anche un sistema di valorizzazione ambientale, visto che al suo interno si possono trovare sistemi importantissimi per la gestione dell'acqua». Il progetto ha voluto coniugare le esigenze di protezione del territorio da precipitazioni e inondazioni. All'interno del parco infatti è stato posizionato un lago, il primo della città di Bergamo, 10mila metri quadrati di superficie della profondità di un metro quadrato, capace di trattenere qualcosa come 10 milioni di litri d'acqua in situazione di tranquillità, e 8 milioni di litri in caso di forti precipitazioni e temporali. «E' solo un anello della catena del verde gia iniziata qualche giorno fa - commenta l'assessore Amorinro - un tassello fondamentale per la nostra città».
Luca Bassi

"Colpa delle nuove fogne" - Dalmine. Ogni temporale si allagano taverne e scantinati

Dalmine - Temporali estivi, fresca consuetudine tra il soffocante caldo della stagione. Ma non per tutti: in una zona della frazione di Dalmine, Sabbio, queste potenti e rinfrescanti perturbazioni sono sempre attese con terrore dagli abitanti. Le fognature della loro zona infatti, dopo i lavori alle tubazioni che il Comune fece fare nel 2003, presentano delle imperfezioni, e ad ogni potente temporale le loro taverne e cantine rischiano di finire riempite di acqua fognaria. Come già accaduto nel 2003 e nel 2006, nella notte tra domenica e lunedì, durante il forte temporale che ha svegliato dal sonno centinaia di bergamaschi, dai sanitari dei loro bagni è iniziata a uscire l’acqua che le fogne non riuscivano più a smaltire. Il risultato, come cinque e due anni fa, è stato di decine di migliaia di euro di arredi da buttare.
Dal Comune di Dalmine, che attende di avere maggiori informazioni sui danni procurati dal nubifragio di lunedì mattina, non arrivano dichiarazioni in merito, ma l’avvocato Fabrizio D’Adamo non ha dubbi su chi sia il colpevole: «Nel 2006 - spiega - sono stato chiamato dal signor Consonni che, in attesa di vedersi risarcito dal danno subito nell’esondazione del 2003, si è visto la taverna ben arredata di nuovo piena d’acqua». Subito il signor D’Adamo si attiva: «Parlando con il Comune ho potuto ricevere la disponibilità per risarcire i danni del mio cliente, ma dopo un periodo in cui sono letteralmente spariti, sono riuscito a ricontattarli, ricevendo però in risposta solo un invito: dovevo rivolgermi alla ditta R.I.A. di Lurano, la quale, secondo il Comune, era la responsabile dei disagi». La famiglia Consonni e l’avvocato D’Adamo pazientano ancora per qualche mese, dopodiché decidono di rivolgersi al tribunale di Bergamo: «Abbiamo presentato una domanda per la nomina di un consulente che possa verificare i danni, perchè il mio assistito ha diritto al risarcimento. Non so di chi sia la colpa - ha spiegato D’Adamo -, ma la mia personale opinione è che un Comune, che abbia o meno responsabilità, non può abbandonare così i suoi cittadini. Speriamo però che questo ennesimo episodio possa far ragionare chi di dovere, per arrivare ad una soluzione utile a tutti».
Luca Bassi

Arriva la prima edizione della festa Democratica, Festa dell'Unità addio

Bergamo - Arriva la prima edizione della Festa Democratica. La nota Festa dell’Unità, che per tanti anni ha accompagnato le serate estive del fedele popolo di sinistra, va quindi in pensione per lasciare posto alla manifestazione del nuovo movimento politico che ha trasformato la sinistra. Stasera l’apertura della manifestazione che durerà fino al 21 luglio, alla Celadina. «La nostra è una scelta politica - spiega Mirosa Servidati, segretaria provinciale del Pd -. Partito nuovo e festa nuova. Archiviamo così la Festa dell’Unità, ovviamente con tutto il rispetto per quella che per anni ha portato avanti i valori della sinistra, ma dopo attente analisi abbiamo deciso che era giusto portare una ventata di novità».
La Festa sarà intitolata a due grandi nomi legati alla Repubblica italiana come Peppino Impastato e Aldo Moro: «Ci è sembrato doveroso ricordare queste due importantissime figure che trent’anni fa donavano la loro vita per difendere i veri valori quali sono verità e libertà. Con il loro esempio - continua Servidati - dobbiamo sempre ricordarci che la politica è un’azione nobile finalizzata al bene dei nostri cittadini». E tra un concerto e un dibattito, il Pd bergamasco si aspetta una massiccia presenza degli elettori orobici, come conferma il segretario provinciale: «Vogliamo vedere tanta gente, perchè questa è una grande manifestazione aperta a tutti i bergamaschi. Queste serate - conclude - saranno momenti di festa in cui sarà inoltre possibile confrontarci con la gente».Da stasera dunque, fino al prossimo 21 luglio, in piazzale Celadina a Bergamo, spazio alla prima edizione della Festa Democratica, dove oltre a pizze, casoncelli e dibattiti, non mancarenno i concerti: sul palco della festa spazio dunque al Bepi, agli emergenti Baustelle, al gruppo Apreès la classe, e a tanti altri. E per chiudere con il botto, lunedì 21 luglio non mancheranno le scatenate note della Famiglia Rossi.

Luca Bassi

L'inceneritore di dalmine si farà - Ma sindaco e cittadini non ci stanno

Dalmine - A Dalmine il termovalorizzazione principale dell’intero Nord Italia. Dopo tante polemiche arrivate da Comune, Provincia e Regione, questa sera i cittadini dalminesi potranno dire la loro: al Teatro Civico di Via Kennedy è infatti in programma un Consiglio Comunale aperto anche a loro, che avranno così l’occasione di potersi esprimere.
Per raggiungere l’obiettivo, la Rea Spa ha presentato alla Provincia di Bergamo e alla Regione Lombardia la richiesta di poter realizzare una terza linea di smaltimento rifiuti per il termovalorizzatore di Dalmine, in aggiunta alle due già esistenti. Non si sono fatte attendere le polemiche politiche, e il consigliere regionale della Lega Nord Daniele Belotti ha espresso per primo la sua posizione contraria al progetto perché secondo il Carroccio, ma anche secondo il centrosinistra di Dalmine, l'impianto della Rea soddisfa già ampiamente il fabbisogno di smaltimento di rifiuti della Bergamasca. A suo tempo, anche il sindaco di Dalmine Francesca Bruschi si espresse in maniera totalmente contaria: «La situazione non è tale da giustificare il potenziamento dell'impianto» dichiarò dopo aver appreso la notizia. A distanza di qualche settimana, la posizione del sindaco di Dalmine non è cambiata: «Io e l’amministrazione, come già ribadito più volte in passato, restiamo contrari a questo assurdo potenziamento. Per questo - ha continuato Francesca Bruschi - per la serata di domani (oggi ndr.) abbiamo convocato un Consiglio Comunale aperto anche ai cittadini: questo è un tema molto importante e sentito anche da loro e tutti abbiamo ritenuto giusto dare lo spazio che meritano». Iniziativa che non sarà sicuramente nuova ai dalminesi, che già in un’altra occasione avevano potuto dire la loro: «Un simile Consiglio Comunale l’abbiamo fatto anche per la discussione della centrale elettrica. In quell’occasione i cittadini di Dalmine risposero molto bene. Con loro, in questa importantissima riunione - ha concluso il sindaco Francesca Bruschi -, cercheremo di arrivare alla decisione migliore». Appuntamento dunque al Teatro Civico di via Kennedy per le 20 e 30. Anche se, siamo sicuri, non sarà l’ultimo capitolo della questione che da tempo anima le cronache dalminesi.
Luca Bassi